Questa
piccola regione nella regione è una delle zone-mito
dell'enologia mondiale, tipo Bordeaux e la Borgogna in
Francia.
Gli
elementi ambientali delle Langhe si fondono in una
miscela perfetta per la creazione di vini pregiati . La
costituzione del terreno nonché i fattori climatici sono
essenziali, ma non è da sottovalutare la scelta e la
selezione dei vitigni.
Se a
tutto questo, si aggiunge la bellezza a dir poco
poetica di questi luoghi, è comprensibile come tante
persone li abbiano scelti come meta ideale per un fine
settimana o di un periodo di vacanza da
trascorrere alla ricerca di un borgo dove respirare
l'atmosfera di un'epoca lontana, di un angolo di storia
da rivivere, di un bicchiere di vino pregiato da
degustare accanto a piatti come il tajarin al tartufo.
Le langhe
sono luoghi idilliaci dove regna il silenzio che incanta
lo sguardo nonché il palato. Soprattutto nel periodo
autunnale, quando i vigneti si vestono delle più
incredibili sfumature cui capeggiano il rosso, il
giallo, l'ocra, il mattone: tonalità che solo una tela
di un impressionista riesce a ricreare.
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Piemonte Langhe
Langhe è
anche il nome di una Denominazione di Origine
Controllata che raggruppa vini ottenuti da molti
vitigni diversi, alcuni di livello molto alto.
Il nebbiolo è il vitigno che domina
incontrastato nelle Langhe, ma in questa zona si
trovano altri vini degni di essere degustati,
come quelli ottenuti dalla barbera, il vitigno
più ampiamente coltivato in Piemonte. Anche
dolcetto e freisa, tra i vitigni a bacca rossa,
e chardonnay, arneis, favorita e moscato tra
quelli a bacca bianca, danno ottimi risultati.
Ma nelle Langhe non ci sono solo vini. Una sosta
a Cherasco aggiungerà un qualcosa di speciale
alla nostra visita. Deliziosa cittadina, è
considerata la capitale italiana delle lumache.
Se le lumache non sono amate da tutti, sono
pochi coloro che non hanno un debole per il
cioccolato, delizia utilizzata nei baci di
Cherasco, nati per caso, nell'800,
nell'antica
pasticceria Barbero, dove ancora oggi è
possibile acquistarli. |
Langhe,
regione collinare dell'Italia nordoccidentale, i suoi
confini, a sud dalle Alpi Liguri e a nord dal
Monferrato, con il quale condivide natura geologica ed
esposizione climatica. Possono essere suddivise in due
zone: Langa Bassa che si estende attorno ad Alba, a
nordest di Cuneo, e Langa Alta, a sud, che arriva fino
alle Alpi Liguri. E' soprattutto la Langa Bassa la più
favorevole alla viticoltura col suo morbido ondulato di
colline tappezzate dai vigneti. I suoi terreni sono
generalmente bianchi, calcarei e arenaceo-marnosi,
ideali perché la vite possa dare i suoi frutti migliori.
Il clima prevalentemente secco, inoltre, favorisce la
concentrazione dei zuccheri nella polpa degli acini del
nebbiolo, vitigno principe di queste zone e componente
primaria dei grandi vini ottenuti dalle sue uve: Barolo,
Barberesco e Nebbiolo d'Alba.
Si
comincia la nostra escursione dalla città di Alba,
fulcro e principale centro vinicolo della zona.
Città di
struttura medievale, Alba e cinta da antiche mura,
con chiese, torri, case-torri e portici, dall'aspetto
intimo e caratteristico.
Intorno
le colline la cingono quasi a chiuderla in uno scrigno.
Alba non
è famosa solo per il vino, che si può degustare nelle
molteplici enoteche cittadine. Sono numerosi, infatti
anche i negozi di gastronomia, dove è impossibile non
farsi tentare da formaggi come la Robiola d'Alba,
burrosa e dolce di sapore. L'attrazione principale è il
profumo del tartufo, del quale si svolge, in ottobre,
l'annuale Fiera Nazionale, che richiama un folto
pubblico di appassionati e molti esperti da tutte le
parti del mondo.
Lasciando
Alba proseguendo in direzione ovest verso Cuneo, si
raggiunge la cittadina di Bra,
centro del Roero, dove è possibile non solo visitare due
perle del Barocco,
Sant'Andrea e Santa Chiara, ma anche ricercare e gustare
il famoso formaggio Bra e la meno conosciuta salsiccia
di carne bovina.
Il Bra è un pregiato formaggio DOP dal
1996, ottenuto da latte di vaccino con eventuali piccole
aggiunte di ovino e caprino. Il tipo tenero è morbido e
delicato, con pasta di colore bianco-avorio, mentre
quello duro, a pasta gialla, consistente, sapido e
piccante. Nei comuni montani della provincia di Cuneo si
produce il "Bra d'Alpeggio" e un'altra curiosità, il "Braciuk",
ovvero il Bra ubriaco, che attraverso la stagionatura
nelle vinacce di barbera e nebbiolo acquista aromi e
sapori insoliti.
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Il
Tartufo Bianco D'Alba
E'
vero che lo si può trovare anche in altre zone
del Piemonte, come il Monferrato, ma il Tuber
Magnatum Pico, nome scientifico del tartufo
bianco, ha qui, nelle Langhe, la sua culla
ideale. Perché questo nome? Tuber sta per fungo
ipogeo, che cresce sottoterra, a forma di
tubero, Magnatum perché accessibile a persone
ricche, e Pico dal nome del medico che ne
settecento lo descrisse con dovizioa di
particolari. Dalla metà di settembre a dicembre,
i trifolau cercano il tartufoin compagnia dei
loro preziosi cani. Ma non tutti i tartufi sono
uguali. Quelli che crescono a contatto con le
querce sono più profumati, con tigli più chiari
e aromatici; sono di forma regolare se crescono
in terreni soffici, più piatti e irregolari in
quelli compatti. Il tartufo bianco ha superficie
color ocra, polpa bianca o giallo.grigiastra,
con sottili venature bianche, profumo forte e
inebriante, con ricordi di aglio. Lo si deve
conservare bene, in un tovagliolo di stoffa o in
carta assorbente. E per pulirlo lo si deve
spazzolare, mai lavare. Perché esprima il meglio
del suo profumo, lo si deve consumare crudo, a
sottili lamelle, su Tajarin al Burro, carne
cruda all'albese,
uova al tegamino. |
Se invece
si lascia Alba dirigendosi verso est, in direzione Asti,
dopo poco si arriva a Barbaresco,
piccolo centro immerso nelle vigne sovrastate dalla
Torre del Bricco. Qui tutto parla di vino, basti pensare
che la chiesa sconsacrata di San Damiano è sede
dell'Enoteca Regionale del Barbaresco, oltre che di una
mostra di materiale etnografico.
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Proseguendo verso sudovest, sempre partendo da Alba, in
direzione Dogliani, si incontra Barolo,antico
borgo sovrastato dal castello dei Falletti dove Silvio
Pellico risiedette dopo essere stato scarcerato dallo
Spielberg. Questo castello che contiene un museo di
attrezzi legati all'enologia, tra cui enormi torchi, è
oggi sede dell'Eenoteca Regionale, dove è possibile
degustare le migliori marche della produzione locale. Di
fronte si trova l'edificio dei Marchesi del Barolo, nel
quale più di cento anni fa fu creato il prestigioso
rosso. Si trova in zona, prima di arrivare a Barolo,
facendo una breve deviazione a sinistra, il bellissimo
Castello di Grinzane Cavour, risalente alla prima metà
dell'XI secolo, che è oggi sede dell'Ordine dei
Cavalieri del Tartufo e dei Vini d'Alba, oltre che
dell'Enoteca Regionale Piemontese Cavour. In questo
castello, inoltre, ogni anno si assegna a giovani
scrittori italiani e stranieri il premio letterario
Grinzane Cavour.
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Procedendo in direzione Bra, incontriamo
Cherasco dove è impossibile non fare tappa
per gli appassionati di lumache.
Uscendo
da Barolo in direzione nord, incontriamo La
Morra, della cui terrazza si può ammirare
uno dei paesaggi più affascinanti di tutto il Piemonte
con castelli e antichi borghi disseminati sulle colline,
nei quali è possibile degustare i più classici vini
delle Langhe.
Lasciando
invece Barolo in direzione sud, troviamo Dogliani,
elegante cittadina che deve la sua fama al dolcetto di
Dogliani DOC. Il dolcetto è un altro importante vitigno
piemontese, dal quale si ricavano diversi vini, come per
esempio il Dolcetto delle Langhe Monregalesi o quello di
Diano d'Alba, dai caratteri diversi a seconda del
terreno e del microclima, ma sempre dotati di un colore
rosso rubino vivace dai profumi fruttati.
Proseguendo verso sud si arriva a Murazzano,
dove non si farà fatica a trovare l'omonimo formaggio,
DOP dal 1996, a base di latte delle pecore delle langhe,
che appartiene al gruppo delle robiole piemontesi:
bianco, morbido e leggermente granuloso, è privo di
crosta e delicatamente profumato.
Infine,
prendendo da Dogliani la strada per Mondovì, si giunge a
Carrù, dove si può sostare in uno
degli accoglienti ristoranti per gustare un
caratteristico bollito misto alla piemontese.