La villa fu fatta edificare a
partire dal 1755 da
Lucio di Sangro, duca di Casacalenda, che commissionò la
progettazione ed esecuzione dell'opera a Mario Gioffredo;
qualche anno dopo, per contrasti sorti tra l'architetto e i
duchi Casacalenda, questi ultimi gli revocarono l'incarico,
nonostante fosse ad uno stadio avanzato dei lavori. In un
primo momento fu chiamato a sostituirlo l'architetto
Michelangelo Giustiniani, ma poi l'opera fu affidata a Luigi
Vanvitelli, che diresse i lavori dal 1763 al 1773 e impresse
loro la propria impronta, con poche ma sostanziali modifiche
al progetto originario; dopo la sua morte, gli subentrò il
figlio Carlo, che portò a compimento la fabbrica nel 1775.
La villa sorge in posizione
panoramica sul lato rivolto al mare dell'allora strada
regia per le Calabrie, nel tratto divenuto poi noto come
Miglio d'oro per la presenza di questa ed altre dimore
nobiliari di epoca borbonica. L'impianto planimetrico è
quadrangolare, con quattro corpi separati dai bracci di una
galleria centrale a croce greca, con al centro una cupola
illuminata da quattro finestre ovali. La facciata anteriore
a bugnato liscio, con uno zoccolo a bugnato in stucco,
presenta due ordini di finestre, con quelle del piano nobile
decorate da timpani triangolari. La facciata posteriore, che
riprende gli elementi di quella anteriore, è però più
interessante per la presenza di un ampio porticato con archi
a tutto sesto, che il Gioffredo aveva pensato circolare, ma
che il Vanvitelli volle ellittico e a ferro di cavallo,
abilmente raccordato all'edificio con due archi ribassati
con capitelli tuscanici. Il Vanvitelli supervisionò anche le
decorazioni interne, tra le quali figurano opere di Jacopo
Cestaro, Fedele Fischetti, Gaetano Magrì.
Dopo la morte di Lucio di
Sangro, la villa fu ereditata dal figlio Scipione che morì
nel 1805 senza lasciare eredi; la proprietà della villa fu
divisa fra vari nipoti e ne cominciò un lento declino,
culminato durante la seconda guerra mondiale con
l'occupazione militare. Nel dopoguerra la villa fu affidata
all'Ente per le Ville Vesuviane, fu ristrutturata dall'arch.Paolo
Romanello e posta sotto tutela dalle leggi italiane come
bene culturale di particolare interesse. Attualmente ospita
la Stoà - Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di
Impresa.