This Page Is Written In Italian
   
Stato:  Italia
Regione: Campania
Provincia:

Napoli
Coordinate:  40°49′18″N 14°25′34″E                  
Altezza:   1281 metri sul livello del mare
Catena:   Appennini
 

 

Il Vesuvio costituisce l'elemento certamente più noto e caratteristico del panorama del Golfo di Napoli. La sua storia per secoli si è collegata a quella delle popolazioni che ne abitavano le pendici o le pianure circostanti, nel bene e nel male: per la fertilità delle sue lave ma anche per le sue disastrose eruzioni.

Il Vesuvio è un raro esempio di vulcano "a recinto": il cono è circondato da un cratere molto più antico (di cui il vicino monte Somma costituisce una porzione residua) che aveva una circonferenza lunga circa 11 chilometri. nell'Eocene il monte era un'isola circondata dal mare, solo nel Pliocene si saldò alla terraferma e si stima che allora raggiunse l'altezza di ben 2300 m; attualmente il Gran Cono, la sua cima, è alto 1277 m e il cratere misura circa 1500 m di circonferenza.

E' l'unico vulcano attivo dell'Europa continentale, nonché il più abitato circondato com'è da 20 comuni, per un totale di circa 950.000 persone in 225 chilometri quadrati, è uno dei più conosciuti è studiati della Terra. La ragione di questo interesse va ricercata sia nella sua natura di vulcano, che negli aspetti florofaunistici, sia nella millenaria opera dell'uomo (archeologia, architettura, urbanistica, agricoltura ecc.). Tutto questi elementi che nel corso del tempo, si sono talmente intrecciati da rendere impossibile una comprensione del Vesuvio, senza tener conto del loro complesso.

L'attività vulcanica è, tra i tanti descritti, sicuramente l'aspetto più forte ed unificante. I vari cicli eruttivi hanno, in tempi relativamente brevi, cambiato radicalmente più volte la stessa geografia del luogo come già accennato dall'originario vulcano somma al più recente Gran Cono.

Le recenti ricostruzioni della storia eruttiva del Somma - Vesuvio nel periodo preistorico individuano almeno sei grandi cicli di attività a partire da 17.000 anni fa. Tali cicli sono stati caratterizzati da eruzioni prima di pomici, poi di cenere e lapilli (forse anche lave), fra mezzo brevi stasi di attività e terminanti con lunghi periodi di riposo che duravano alcune centinaia di anni.

L'assenza di lave negli ultimi 17.000 anni nel settore settentrionale del vulcano può essere spiegata solo dall'esistenza dello sbarramento costituito dalla Caldera (ampia depressione vulcanica [1 chilometro e più di diametro] a contorno generalmente sub circolare o ellittico, formatosi per sprofondamento di una parte più o meno cospicua del tetto di una camera magmatica superficiale svuotatasi in seguito ad una grossa eruzione) del monte somma. Ciò contrasta con l'opinione corrente, che collega la nascita del Gran cono con l'eruzione del 79 d.C., tradizionalmente avvalorata dal famoso affresco della Casa del Centenario a Pompei che riporta un vulcano monocipite (ma si da il caso che anche oggi a Pompei il Vesuvio si presenta così, poiché nasconde dietro di sé la cresta del Somma).

L'edificio vulcanico ha nel tempo cambiato conformazione, altezza e diametro, perché le varie eruzioni, sedimentatisi in varie epoche sul territorio circostante, hanno creato depositi vulcanici successivi, anche di una decina di metri di spessore e hanno determinato avanzamenti della linea di costa, in qualche tratto, di 100-200 metri.

I processi di ricostruzione della morfologia del luogo hanno condizionato, nel corso della vita del vulcano, la ripresa della vegetazione e la ripopolazione animale ed umana, sicché il territorio vesuviano rappresenta oggi un luogo di stratificazioni vulcaniche, di successioni botaniche e di civiltà tra i più interessanti della terra. Questa ricostruzione avviene con grande rapidità in rapporto alla normalità dei casi: lo stereocaulon vesuvianum, un lichene che attecchisce solo sul Vesuvio, frantuma con vari chimismi la roccia vulcanica e, formando il necessario Humus, s'innesca un processo rapidissimo (100-50 anni) di colonizzazione botanica e quindi faunistica.

L'attività eruttiva del complesso vulcanico può essere distinta in tre periodi: il più antico e lungo va dalle origini dell'eruzione del 79 d.C., il secondo va dal 79 d.C. al 1631, mentre il terzo corrisponde all'intervallo 1631 - 1944. Gli stessi periodi segnano le trasformazioni geomorfologiche, topografiche, faunistiche ed antropiche del vulcano e del paesaggio circostante.

 

La lunga vita del Somma - Vesuvio è stata caratterizzata da un'attività estremamente diversificata:

  • Eruzioni principalmente effusive di modesta entità (formazione di coni di scorie e colate laviche)

  • Eruzioni essenzialmente esplosive di media entità

  • Eruzioni catastrofiche esplosive (79 d.C.)

Questa intensa e varia attività ha prodotto nel tempo formazioni geologiche e mineralogiche di grande interesse: lave a corda e a tunnel, veri e propri giardini di pietra, e numerosi minerali, tra cui la vesuvianite, la caratite, la covellite, la sacchite, i primi due rinvenibili solo sul Vesuvio.

Dopo l'eruzione del 1944 il complesso vulcanico si presenta con una corona esterna sul versante nord-ovest, la sua parte più antica, costituita dal recinto del Somma (1133 metri) da cui sorge il Gran Cono (1281 metri). Il diametro di base del complesso è di 15 chilometri circa mentre il diametro del Gran Cono è di circa 4 chilometri; il cratere del Vesuvio è profondo 230 metri ed è lievemente ellittico: i diametri massimo e minimo misurano rispettivamente 650 e 550 metri.