Il Vesuvio è un raro esempio
di vulcano "a recinto": il cono è circondato da un cratere
molto più antico (di cui il vicino monte Somma costituisce
una porzione residua) che aveva una circonferenza lunga
circa 11 chilometri. nell'Eocene il monte era un'isola circondata
dal mare, solo nel Pliocene si saldò alla terraferma e si
stima che allora raggiunse l'altezza di ben 2300 m;
attualmente il Gran Cono, la sua cima, è alto 1277 m e il
cratere misura circa 1500 m di circonferenza.
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E' l'unico vulcano attivo
dell'Europa continentale, nonché il più abitato circondato
com'è da 20 comuni, per un totale di circa 950.000 persone
in 225 chilometri quadrati, è uno dei più conosciuti è
studiati della Terra. La ragione di questo interesse va
ricercata sia nella sua natura di vulcano, che negli aspetti
florofaunistici, sia nella millenaria opera dell'uomo
(archeologia, architettura, urbanistica, agricoltura ecc.).
Tutto questi elementi che nel corso del tempo, si sono
talmente intrecciati da rendere impossibile una comprensione
del Vesuvio, senza tener conto del loro complesso.
L'attività vulcanica è, tra i
tanti descritti, sicuramente l'aspetto più forte ed
unificante. I vari cicli eruttivi hanno, in tempi
relativamente brevi, cambiato radicalmente più volte la
stessa geografia del luogo come già accennato
dall'originario vulcano somma al più recente Gran Cono.
Le recenti ricostruzioni
della storia eruttiva del Somma - Vesuvio nel periodo
preistorico individuano almeno sei grandi cicli di attività
a partire da 17.000 anni fa. Tali cicli sono stati
caratterizzati da eruzioni prima di pomici, poi di cenere e
lapilli (forse anche lave), fra mezzo brevi stasi di
attività e terminanti con lunghi periodi di riposo che
duravano alcune centinaia di anni.
L'assenza di lave negli
ultimi 17.000 anni nel settore settentrionale del vulcano
può essere spiegata solo dall'esistenza dello sbarramento
costituito dalla Caldera (ampia depressione vulcanica [1
chilometro e più di diametro] a contorno generalmente sub
circolare o ellittico, formatosi per sprofondamento di una
parte più o meno cospicua del tetto di una camera magmatica
superficiale svuotatasi in seguito ad una grossa eruzione)
del monte somma. Ciò contrasta con l'opinione corrente, che
collega la nascita del Gran cono con l'eruzione del 79 d.C.,
tradizionalmente avvalorata dal famoso affresco della Casa
del Centenario a Pompei che riporta un vulcano monocipite
(ma si da il caso che anche oggi a Pompei il Vesuvio si
presenta così, poiché nasconde dietro di sé la cresta del
Somma).
L'edificio vulcanico ha nel
tempo cambiato conformazione, altezza e diametro, perché le
varie eruzioni, sedimentatisi in varie epoche sul territorio
circostante, hanno creato depositi vulcanici successivi,
anche di una decina di metri di spessore e hanno determinato
avanzamenti della linea di costa, in qualche tratto, di
100-200 metri.
I processi di ricostruzione
della morfologia del luogo hanno condizionato, nel corso
della vita del vulcano, la ripresa della vegetazione e la
ripopolazione animale ed umana, sicché il territorio
vesuviano rappresenta oggi un luogo di stratificazioni
vulcaniche, di successioni botaniche e di civiltà tra i più
interessanti della terra. Questa ricostruzione avviene con
grande rapidità in rapporto alla normalità dei casi: lo
stereocaulon vesuvianum, un lichene che attecchisce solo sul
Vesuvio, frantuma con vari chimismi la roccia vulcanica e,
formando il necessario Humus, s'innesca un processo
rapidissimo (100-50 anni) di colonizzazione botanica e
quindi faunistica.
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L'attività
eruttiva del complesso vulcanico può essere
distinta in tre periodi: il più antico e lungo
va dalle origini dell'eruzione del 79 d.C., il
secondo va dal 79 d.C. al 1631, mentre il terzo
corrisponde all'intervallo 1631 - 1944. Gli
stessi periodi segnano le trasformazioni
geomorfologiche, topografiche, faunistiche ed
antropiche del vulcano e del paesaggio
circostante.
La lunga vita del Somma -
Vesuvio è stata caratterizzata da un'attività estremamente
diversificata:
-
Eruzioni principalmente
effusive di modesta entità (formazione di coni di scorie
e colate laviche)
-
Eruzioni essenzialmente
esplosive di media entità
-
Eruzioni catastrofiche
esplosive (79 d.C.)
Questa intensa e varia
attività ha prodotto nel tempo formazioni geologiche e
mineralogiche di grande interesse: lave a corda e a tunnel,
veri e propri giardini di pietra, e numerosi minerali, tra
cui la vesuvianite, la caratite, la covellite, la sacchite,
i primi due rinvenibili solo sul Vesuvio.
Dopo l'eruzione del 1944 il
complesso vulcanico si presenta con una corona esterna sul
versante nord-ovest, la sua parte più antica, costituita dal
recinto del Somma (1133 metri) da cui sorge il Gran Cono
(1281 metri). Il diametro di base del complesso è di 15
chilometri circa mentre il diametro del Gran Cono è di circa
4 chilometri; il cratere del Vesuvio è profondo 230 metri ed
è lievemente ellittico: i diametri massimo e minimo misurano
rispettivamente 650 e 550 metri.