| E' praticamente
impossibile
non restare affascinati dai panorami di questa penisola
magica, ne insensibili ai profumi, alle specialità mediterranee
di questa terra.
Partendo da Pompei
dove si respira una suggestiva
atmosfera tra gli scavi che riporta a quel 24 agosto del 79
d.C., quando l'eruzione del Vesuvio seppellì 'intera città,
si prosegue in direzione Castellammare di Stabia,
segnata anch'essa da un analogo destino. Infatti anche qui
la lava del vulcano distrusse quella che una volta era
chiamata Castrum Ad Mare De Stabiis.
Continuando verso
Sorrrento non si può fare altro che una piccola deviazione verso
l'interno. E giungere così a Gragnano per saggiare la
celeberrima pasta condita con il tradizionale ragù
napoletano, con un secondo a base di formaggi,
i piccoli caprignetti e il provolone del Monaco di
produzione nella vicina Vico Equense e per chi non non
volesse pasta, una valida alternativa, il casareccio
panuozzo.
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Il
Provolone Del Monaco
Un formaggio
a pasta filata prodotto a Vico Equense,
cittadina a pochi Km da Amalfi. Ha un peso
variabile tra i 5 e i 10 kg, meno conosciuto
dell'illustre mozzarella di bufala campana, ma
altrettanto ricco di sapore. E' a pasta bianca,
compatta e morbida e a seconda della
stagionatura che può durare tra i 3 ai 24
mesi, può avere un sapore piccante o dolce.
L'aromaticità, e frutto del latte dato dalle
vacche agerolesi che si nutrono di erba fresca,
rosmarino timo e altre ancora, oltre che della
salagione di 2 giorni in salamoia e della
stagionatura finale.
E sempre qui
a Vico Equense, sono molto gustosi anche i
caprignetti, palline di formaggio ricoperte da
erbe aromatiche. |
Una visita a Gragnano vale non solo per la gioia del palato, ma anche per la
magnifica chiesa del Corpus Domini risalente all'anno 1500,
e la valle dei mulini, con le suggestive grotte e la
sorgente dell'acqua della Forma.
Proseguendo per la S.S. 145 si arriva a Sorrento,
località
dove non bastano aggettivi per rendere l'idea del suo
splendore. Oltre le ville di epoca romana che fanno da
cornice a questa città pennellata di colori, di
eccezionale imponenza, e la splendida terrazza tufacea
che va a strapiombo sul mare, e sulla quale sorge la
città.
Sedersi
ad uno dei tanti ristorantini che vi si trovano nella
cittadina, non dispiace minimamente al palato ordinando
una gustosa impepata di cozze, oppure dei polipetti alla
Luciana e perché no una porzione di baccalà alla
napoletana. Il tutto, accompagnato con un Bianco Costa
d'Amalfi Furore. Per concludere, è d'obbligo la
dolcissima pastiera, un babà al rum e se magari ci si
trova per il periodo natalizio, un assaggio di
struffoli. Un bicchierino a base di limoni.
Lasciata
alle spalle la meravigliosa Sorrento, si prosegue verso
Sant'Agata sui due Golfi, e più verso l'interno la
bellissima Punta Campanella, estrema propaggine della
Penisola Sorrentina. Una strada che profuma di
rosmarino, mirto , ginepro e lentisco, con uno
spettacolare belvedere che mira l'isola di Capri e le
inconfondibili sagome dei Faraglioni.
La
prossima tappa, in uno dei posti più amati dei turisti
di tutto il mondo, considerata una bomboniera Positano,
con le sue innumerevoli piccole case bianche che
scendono fino all'antico borgo marinaro consacrato a un
turismo cosmopolita e raffinato.
Si è
entrati così nel cuore della Costiera Amalfitana.
Furore, Ravello e
Tramonti sono i tre paesi che danno il nome alle sottozone
della DOC Costa d'Amalfi, i primi due situati sul mare
mentre il terzo nell'entroterra a circa 1000 m di quota.
Furore, paese dipinto. Ogni
anno, in occasione della festa del fico d'india che si tiene
nella prima settimana di settembre, artisti di tutto il
mondo, lo trasformano in una galleria d'arte en plein air.
Da vedere qui a
furore anche la bella chiesa di Sant'Elia. Ma ciò che fa
venire i brividi, facendo provare emozioni indescrivibili, è
il panorama che si gode dallo strapiombo sul mare dal quale
si scruta tutta la costiera.
Di particolare bellezza,
anche il Vallone di Furore. (foto a lato Scorcio del
Vallone)
Una leggera deviazione, e ci si trova a Tramonti, dove c'è
d'ammirare la chiesa di San Pietro e Paolo con il Campanile
Bizantino, il Convento di San Francesco, la Cappella
Rupestre, il Conservatorio di San Giuseppe e Santa Teresa.
Si possono gustare inoltre
qui a Tramonti, le particolari lasagne di carnevale, farcite
con polpettine, salsiccia, mozzarella, uova sode e tanto
altro. Il gattò di patate, tipico di queste zone, la
minestra marinata, il sartù, il capretto all'uovo, la trippa
alla napoletana, le melanzane al cioccolato.
Nel periodo estivo e
precisamente nei periodi di luglio e agosto si può godere di
due sagre a Tramonti, quella del limone in luglio e quella
del vino in agosto.
Lasciato Tramonti, la
prossima tappa è a Ravello. Intrisa di cultura Araba e
Siciliana. Ravello,
offre uno spettacolo che non esistono simili, in particolare
dal belvedere di Villa Carbone.
Inoltre è un luogo ricco di
tesori d'arte, come il Duomo dell' XI secolo, all'interno
del quale è conservata la reliquia del sangue di San
Pantaleone patrono della città, il chiostro di San
Francesco, la chiesa di Santa Maria a Gradillo e
dell'Annunziata, la Villa Episcopo e Piazza Fontana Moresca.
Proseguendo nella strada
che costeggia insenature dall'acqua cristallina, si arriva a
Minori, piccolo porto molto caratteristico dove sorge anche
una villa romana del I secolo.
Confinante con Minori, c'è
Maiori, cittadina costruita attorno alla magnifica cupola in
maiolica della chiesa di Santa Maria a Mare, del XII secolo.
Atmosfere Incantate, profumi
intensi e giochi di luce, ci si rende conto di essere ad
Amalfi, sospesa tra mare e montaga.
Innumerevoli viuzze che
s'incrociano l'une con le altre quasi a formare un
labirinto, ma tutte portano alla grande piazza, li dove è
situato il Grande Duomo con la facciata decorata in lamine
d'oro ed il portone in bronzo ornato da sbalzi in argento,
che scintilla coniando innumerevoli giochi di luce e
riflessi ai raggi del sole
Dal Duomo, si arriva al
Chiostro del Paradiso, nel quelo sono conservatireperti
romani e medievali.
D'immensa bellezza anche la Grotta dello Smeraldo, ricamata
da stalattiti e stalagmiti che creano un'atmosfera
incantata, resa ancora più raccolta dal Presepe in ceramica
situato sul fondo a 4 metri di profondità.
A concludere
quest'itinerario, Cetara, dove è peccato non acquistare
qualche vasetto di ottime alici sotto sale o di colatura di
alici, ideale per condire pasta, patate, insalata di scarole
e tanti altri piatti.
La colatura di alici, si
ottiene conservando le alici sotto sale da maggio a
dicembre; il liquido che fuoriesce viene filtrato con
apposite tele e messo in bottiglie, tappate con un mazzetto
di origano e lasciate a riposare al sole, per un anno.
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