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Strade Del VinoItinerari

 

Incisa dal corso superiore del fiume Adda, Questa valle offre spettacoli suggestivi, che si sposano perfettamente alle tante prelibatezze nonchè a vini di straordinario carattere e qualità.

Appartenente alle Alpi centrali, la Valtellina, interamente compresa nella provincia di Sondrio, è situata longitudinalmente al sistema alpino e si allunga, da ovest a est, tra il lago di Como e le montagne dello Stelvio.

Partendo da Colico, nei pressi della punta settentrionale del lago di Como, si possono seguire due itinerari. Il primo porta in Val Chiavenna, il secondo costeggia le sponde dell'Adda e giunge a Tirano.

Seguendo il primo itinerario, da Colico, viaggiando in direzione nord e quindi risalendo la bassa Val Chiavenna si raggiunge la splendida cittadina di Chiavenna, la dove è possibile degustare sublimi spuntini a base di salumi saporiti nei crotti (cavità naturali trasformati in osterie). Da non perdere assolutamente un assaggio di bresaola, vera bandiera della gastronomia valtellinese.

Per il secondo itinerario invece avendo come riferimento di partenza sempre Colico, seguendo la S.S. 38 da ovest verso est; con un illustre scenario che si sfoggia alla propria sinistra quali le Alpi Svizzere, si percorre una valle che trova, nelle aree esposte a sud, le condizioni ottimali per la coltivazione della vite, fino a 1000 metri di altitudine: e sono le montagne a proteggerla dai venti freddi derivanti dal nord. La storia della vite da queste parti risale VII - V secolo a.C. Sono stati forse i Liguri a creare quel che oggi è definita "eroica": le prime terrazze di viticultura. Le vigne sono avvinghiate alla montagna, in terrazzamenti chiamati terragne, tenuti da muretti in pietra a secco, che i vignaioli hanno potuto rendere coltivabile solo portando qui la terra dal fondovalle.

Pur non estendendosi per tutta la valle, la zona dalla quale provengono i vini Valtellina DOC è vasta e disposta su entrambi i versanti, differentemente di quella della del Valtellina Superiore DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), più ristretta e limitata al versante esposto al sud. Le Sottozone nelle quali si divide questa importante Denominazione di Origine Controllata e Garantita sono 5: Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia. Si tratta di vini di pregio, tutti ottenuti da uve nebbiolo. Nel territorio vengono coltivati anche altri vitigni, quali prugnola, rossola e pignola valtellinese, che possono entrare negli uvaggi (combinazione) di questi grandi vini, oltre a Pinot nero e merlot introdotti di recente.

Si prosegue in direzione Morbegno, fulcro centrale dei formaggi valtellinesi, dove si svolge ogni anno una tradizionale fiera nella quale sono in esposizione i prodotti più pregiati, a cui vengono assegnati anche dei premi. Il centro storico e ricco di palazzi risalenti al '400, circondato da botteghe e cantine di affinamento formaggi, cui capeggia su tutti il Bitto, formaggio DOP (Denominazione di Origine Protetta). Essendo il più costoso, nelle ricette locali spesso è sostituito dal Valtellina Casera, anch'esso porta il marchio di Denominazione di Origine Protetta.

 

 

 

 

 

 

 

Valtellina

Oltre alla bresaola, in Val Chiavenna si può assaggiare anche la gustosa Slinzega, ottenuta dalle parti della coscia di bovino non usate per la bresaola, oppure da carne equina. Ma i veri buongustai non possono astenersi dall'assaggiare il violino, un prosciuttino ricavato dalla coscia di capra o pecora. E' una vera rarità che prende il nome dalla sua forma nonché dal modo di tagliarla. Ha un sapore delicato e seducente con un retrogusto che da un po' di selvatico.

Tra i dolci della Valtellina, di magnifico gusto, la bisciola, una specie di panettone rustico con frutta secca.     

Usciti da Morbegno, dando uno sguardo alo scenario che si prospetta, si può notare che la Valtellina, non è solo vigneti, ma anche ricca di meli, che danno frutti profumati e dolcissimi, parliamo di mele dei frutteti Golden e Red Delicious, i quali donano una pennellata di colore ai fianchi della valle dai 250 ai 700 metri di quota. Raggiunti la paccola chiesa della della Sassella si può dire di essere nel centro della zona di produzione del vino più elegante tra i Valtellina Superiore DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)

Pochi chilometri più avanti, vi troviamo il castello di Grumello, del secolo XIII, cui da il nome all'altra Sottozona, il cui vino assume una delicata nota di mandorla, grazie all'uvaggio del nebbiolo con la rossola e la pignola.

 

 

 

 

Si giunge così poi a Sondrio, capoluogo della provincia, dominata dal meraviglioso castello di Masegra. Sondrio, e tappa obbligatoria, non solo per il castello di Masegra, ma anche per gli altri castelli che l'arricchiscono di storia, le piccole chiese, le bontà d'assaggiare di questa città. Per concludere, il Tour nel migliore dei modi o meglio dire in dolcezza di questa città, si può acquistare il panon natalizio, una focaccia con noci, castagne, nocciole, uva passa,fichi secchi e liquore.

La Bresaola ed altre specialità

La bresaola è un insaccato IGP (indicazione geografica tipica), ricavata dalle parti più pregiate della coscia di manzo, che vengono isolate e "conciate", sistemando la carne tra strati di alloro, cannella, chiodi di garofano, aglio, sale e pepe , per un paio di settimane. La stagionatura dura all'incirca 3 mesi, in locali ben areati. La bresaola più eccelsa è quella ottenuta dalla punta d'anca, perché povera di grassi, fine nei profumi , fine nei sapori e delicata. La carne della bresaola è di color rosso scuro, compatta ma morbida. E' ottima condita con una goccia di limone, pepe e olio extravergine di oliva, ma i veri intenditori, non fanno altro che degustarla da sola, al fine di non mascherare l'aromaticità. Per quanto riguarda la culinaria della Valtellina, di spicco, anche il cotechino bianco, a base di cotenne, aglio, sale e pepe, il cotecotto, a base di cotenne e carne magra di bovino mescolata a quella di suino. Tradizionalmente, va cotto nell'acqua di bollitura delle castagne, o degustato arrostito, con patate e polenta, centellinando un bicchiere di vino Valtellina DOC.    

 

Un'altro dolce d'assaggiare, è la Bisciola, una specie di panettone rustico farcito con frutta secca, da accompagnare con lo Sfursàt (Sforzato), un meraviglioso vino ottenuto da uve nebbiolo appassite, ricco di profumi, sapori e intenso, che lo rendono anche un ottimo vino da meditazione.

Pochi chilometri dopo Sondrio, si giunge all'inferno, la più piccola Sottozona della Valtellina Superiore, con ben 65 ettari di vigneti. Il nome deriva dalle temperature in estate molto elevate sulle terrazze degli anfratti più impervi e difficili da coltivare. Infine, a nord - est di Sondrio si trova la Valgella, la Sottozona del Valtellina Superiore dedita alla produzione di vini esportati nella vicina Svizzera dove sono molto apprezzati.

Giungendo poi a Teglio, si possono ammirare le innumerevoli coltivazioni di grano saraceno, dal quale si ottiene una farina di colore scuro ideale per la produzione di Pizzoccheri, una specie di tagliatelle che vengono cotte con verze e patate (vedi Pizzoccheri al Bitto e Casera nella rubrica gusto), condite poi con formaggio e burro fuso. E' da assaggiare anche la polenta taragna, a base di solo grano saraceno o grano saraceno e mais, condita con formaggi.

Proseguendo infine si arriva a Tirano, dove spicca il Santuario della Madonna di Tirano, del XVI secolo, con lo stupendo organo, i meravigliosi affreschi, le decorazioni e l'altare neoclassico, da vedere anche Palazzo Salis, un tempo sede del governatore oggi una caratteristica cantina. Prima del rientro, non si può perdere una porzione di Lepre Crosata, un piatto ormai raro, preparato cuocendo la lepre allo spiedo bagnandola con crema di latte e, a fine cottura, coprendola con tante briciole di amaretti.