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vicinanza alla capitale, unitamente alla presenza dei boschi ed
alle curiosità archeologiche della limitrofa Ercolano, spinsero
il giovane Carlo di Borbone, nominato nel 1734 "signore del
Regno delle Due Sicilie", a dare inizio, nel 1738, ai lavori per
la costruzione a Portici di una Reggia extra cittadina.
Il luogo ritenuto più idoneo era occupato da alcune residenze e parchi nobiliari, i palazzi di Palena e Caramanico con cui fu necessario raccordare la forma della Reggia, caratterizzata da un'insolita posizione a cavallo di una via di grande traffico, la strada delle Calabrie, aperta in un cortile pubblico, non concluso in se stesso, che convoglia ed espande le numerose indicazioni prospettiche.
Ortogonale alla strada, si predispose l'asse prospettico che idealmente unisce il mare al Vesuvio e collega i due parchi della Reggia, armonizzando i quattro elementi naturali del sito di delizie. Dal cortile di Palazzo è possibile accedere al Bosco Superiore, ad altissimo grado di naturalità, sapientemente architettato per la caccia del sovrano e per molti altri svaghi, come testimonia una piccola fortezza fatta costruire dal re per suo privato divertimento e istruzione ed il muro detto "del gioco del pallone". Il parco verso il mare è magistralmente raccordato alla Reggia da una terrazza che si a tenaglia sulla natura e conferisce all'edificio una planimetria più libera e vicina al gusto rococò. Il Giardino Esprime un compromesso tra classicismo tradizionale e l'influsso delle nuove esperienze francesi che, dopo l'opera di Andrè le Notre per Luigi XIV a Versailles, si diffondevano in Europa attraverso incisioni e libri. La zona centrale prevedeva, un effetto d'infinito prospettico ottenuto lasciando a semplice prato l'area compresa tra le terrazze ed eliminando, quindi, qualsiasi interposizione di aiuole o alberi, mentre anche il preesistente bosco di querce veniva abolito perché la visuale verso il mare risultasse libera.
All'interno, lo scalone principale ed alcune sale sono decorati secondo la tradizione barocco-rococò, con pareti e volte trattate come quinte teatrali, con finti elementi architettonici costruiti mediante una ben riuscita finzione prospettica. Nell'ambito del diffuso e notevole interesse per le forme esotiche, tipico del settecento europeo, si inserisce la decorazione di due sale del Palazzo: l'una un boudoir in porcellana
finemente realizzato dalla Real Fabbrica ed attualmente conservato nel Museo di Capodimonte; l'altra, affrescata tra il 1760 ed il 1780 ed eseguita prendendo spunto da stampe o dipinti originali cinesi, mostra, attraverso un vero e proprio ciclo pittorico, un'interessante testimonianza dell'idea che avevano dell'Oriente gli intellettuali europei. Dalla costruzione e fino al 1822, un'ala del Palazzo Reale fu destinata
a Museo Ercolanese ed ospitò i reperti della vicina Ercolano, contribuendo autorevolmente alla diffusione dei modelli del mondo classico nella cultura contemporanea. Durante l'occupazione francese, la Reggia fu restaurata ed riarredata per volere di Carolina Bonaparte. Dopo l'Unita d'Italia, nella Reggia, passata al Demanio, Fu ospitata la Regia Scuola Superiore d'Agricoltura, cui hanno dato lustro, tra gli altri, Orazio Comes e Filippo Silvestri. Il primo è ricordato per gli studi dedicati alla fisiologia ed alla patologia vegetale, ai funghi del napoletano, ai fagioli ed al tabacco. Silvestri, a cui è dedicato l'attuale liceo scientifico porticese costruito su uno spicchio del Bosco Inferiore, fu in prevalenza un sistematico, ma anche biologo di grande valore ed assertore della lotta naturale e biologica contro gli insetti nocivi. Dal 1935 il Palazzo è sede della Facoltà d'Agraria dell'università di Napoli "Federico II". Le sale affrescate del primo piano della Reggia sono, oggi, adibite a sede espositiva per importanti mostre.
Alcuni Affreschi Visibili Nella Reggia Di Portici
C. Gamba "La Verità Scoperta Dal Tempo Con Figure Allegoriche" Sala Delle Guardie Del Corpo
C. Gamba "L'Aurora Che Caccia La Notte" Prima Anticamera
G. Bonito "Scena Di Vita Contadina" Cappella Privata
G. Bonito "Visitazione Con Allegoria Della Carità" Cappella Privata
L'Orto Botanico
L’Orto Botanico, occupa la parte soprana dei
giardini reali, è un eccezionale documento di una cultura
museale in cui la Natura e la Storia costituiscono ambedue
oggetto di meraviglia, unendo in sé le qualità di museo
scientifico, di giardino storico e di sito archeologico.
L'Orto Botanico di Portici è sorto nel 1872, all'atto della fondazione della Reale Scuola Superiore di Agricoltura alla quale venne assegnata come sede il Palazzo Reale di Portici insieme al suo parco ed i suoi giardini.
Come tutti gli altri Orti Botanici, anche quello di Portici svolge prevalentemente funzioni di didattica, ricerca scientifica e conservazione della natura. In tal senso, nel corso degli ultimi anni, si è orientata la definizione delle collezioni che sono tra l'altro vincolate da problemi di spazio che impongono scelte limitate
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