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Lifestyle

 

 

I Giovani

A Grahamstown, che ogni anno ospita il National Arts Festival, nel 2010 si terrà, in contemporanea ai mondiali di calcio, la nuova edizione: ci si aspetta oltre 200 mila visitatori curiosi di conoscere i nuovi talenti africani (circa 2000 produzioni tra cabaret, teatro, musica, comici, teatro di strada, jazz, installazioni multimediali, graphic design, arte tessile, ceramica, scultura, fotografia, dipinti, acquerelli, gessi, vetri, etc). In genere i giovani, anche se non direttamente artisti, si coagulano intorno agli appuntamenti internazionali che hanno a che fare con la creatività perché, a differenza che in Europa, in Sudafrica non c’è una divisione netta tra gli artisti e il loro pubblico: tutti contribuiscono, peer to peer, alla creazione dell’opera, che è in costante divenire (opera aperta), in una sorta di continua condivisione delle risorse. Parola d’ordine è “glocalizzare”, ossia contaminare arte tradizionale e artigianato locale con i linguaggi del contesto culturale e artistico internazionale. In tal senso l’African Fashion Week, manifestazione fashion di alto profilo e molto originale artisticamente, è un po’ il simbolo dell’effervescenza sudafricana di questo momento e centro di interesse per stilisti, artisti, giornalisti, vip, fotografi. Qui potrebbero farsi vedere anche personaggi cult della nuova generazione di sudafricani come il dj Portable-Bodycode, i registi Roger Michell (in uscita col suo nuovo film, Morning Glory) o Gavin Hood (maestro per i giovani film-makers neri), i musicisti Freshly Ground and Goldfish.

Appuntamento imperdibile per tutti gli under 30 è, a settembre, il Woodstock (Hartbeeshoek): è il piu grande festival di musica e life style orientato ai giovani. Oltre a ritmi commerciali, kwaito, hip pop, techno, house, anche mercatini di life style alternativo. Una maratona di happening per quattro giorni consecutivi, pacchia soprattutto per gli studenti, vista la sistemazione accampata. Nello stesso mese, poi, anche l’Arts Alive, a Johannesburg: 600 artisti in una mescolanza da far girare la testa tra danza, arte visiva, poesia, musica e quant’altro in locali sparsi in tutta la città (il concerto principale, allo stadio, ospita superstar internazionali ed è un appuntamento in agenda per tutti, mentre il popolarissimo jazz sul lago è l’ultimo giorno).

Un altro tipo di target, ma sempre giovane e amante del life style, fa riferimento al team velico sudafricano Shosholoza, il primo a rappresentare l’Africa e la sua bandiera e il primo team africano ad aver partecipato all’America’s Cup. Infatti, come nel resto del mondo, la vela anche qui è simbolo di uno status sociale ricco e colto (soprattutto da quando lo Shosholoza ha partecipato all’ultimo e definitivo act, il14esimo, della Louis Vuitton Cup a Valencia qualificandosi settimo, alle spalle del secondo team italiano Mascalzone Latino e, nel 2008, alla 40a Barcolana, classificandosi al terzo posto). La barca, che nel 2006 ha vinto il premio per miglior dipinto su scafo (un disegno di una strana onda multicolore, ciò che un anziano saggio di un piccolo villaggio del Sudafrica ha mostrato al capitano) è al centro di una serie di party privati a tema.

I Locali

A Cape Town il nuovo life style è evidente lungo la vittoriana Kloof Street e Long Street, residenza di artisti, musicisti e creativi neri, oltre che registi, pubblicitari, stilisti. Ma anche nel ricostruito District Six si respira un’aria vivace come era la prima Berlino degli anni ’90. Ovunque, ma soprattutto a Capetown, va di moda il “blues da spiaggia” (Camps Bay, Bakoven, Bloubergstrand, Muizenberg e Scarborough). Il Mzoli’s, a Guguletu, appena fuori Cape Town è un posto molto vivo tra le comunità nere e attrae dj, politici, star della tv. Personaggi come Jenni Button (stilista), Nkhensani Nkosi (designer nera molto nota tra i giovani funky che fonde i trend africani con quelli europei), il gruppo di stilisti “Hector Pieterson” (che ha lanciato una collezione di t-shirt con l’immagine di un bambino ai tempi dell’Apartheid immobilizzato a terra dalla pistola di un poliziotto, con l’obiettivo di festeggiare la fine di un periodo di dominazione e mantenere viva la memoria del paese attraverso la moda: tanto che il nome, Hector Pieterson, è quello di un ragazzino vittima dell’apartheid ripreso in una celebre fotografia diventata ormai un’icona) sono rappresentativi di una città giovane e in continuo mutamento.

Ma anche città più piccole si stranno trasformando in realtà trendy, mete internazionali di un pubblico a caccia di tendenze: per esempio, a Pretoria, il Carlton Caffè è un ambiente super design che ospita architetti, interior decorator, artisti e offre, tranne l’alcol, cibi con supervisione di food stylist. In ogni caso nelle taverne (shebeen) delle township dove un tempo si combatteva l’apartheid, ovunque oggi girano giovani artisti con idee sull’arte tanto stravaganti quanto innovative.

Degni di nota per il life style sono anche alcune location dove degustare l’eccellente vino sudafricano: a Beyerskloof, piccolissima azienda giovane che produce solo 12 mila bottiglie all’anno (il vino è esauritissimo prima ancora che esca ufficialmente sul mercato) o a Tokara, un’azienda con una cantina che è un monumento nazionale di estetica, eleganza e cultura sudafricana, tra cemento armato, vetri, luci e acque che si integrano molto bene con il paesaggio circostante, gira un pubblico decisamente glam.

Gli appuntamenti annuali che richiamano un pubblico esigente in fatto di tendenze sono in particolare un paio: in agosto, l’Oppikoppi Bushveld Festival, a Northam, nella fattoria di Oppikoppi, con tre palchi permanenti e un paio dedicati alla satira e alla musica chill out, e a settembre, l’Aardklop Arts Festival, a Potchefstroom (Free State), un banchetto di arti multimodali in una kermesse globale di cinque giorni no-stop (vanta 90 produzioni tra classica, jazz, hard rok, cabaret, arti visive, teatro, circo, opera, musica Afrikaans, musica globale, poesia, e l’ultimo giorno è un vero e proprio evento, con l’OppiAarde Rock Festival).

Moda & Design

Un elemento distintivo del lifestyle sudafricano è anche il nuovo spirito creativo sul fronte della moda. Ogni anno la moda sudafricana, sempre più di tendenza e di forte richiamo per il pubblico internazionale di settore, è la protagonista dei due eventi di moda più importanti del continente africano: la Johannesburg Fashion Week e la Cape Town Fashion Week.
Tra i talenti più rinomati troviamo Gavin Rajah, il più famoso e apprezzato stilista sudafricano - già affermato a livello internazionale per aver vestito star del calibro di Cameron Diaz, Beyoncé, Tina Turner e Tom Cruise. Tra gli emergenti spicca la figura del giovane David Tlale che dal suo debutto in passerella nel 2003 ad oggi ha accumulato una serie di importanti successi, tra cui il riconoscimento, nel 2007, di vedere sfilare la sua collezione sulla passerella della Paris Fashion Week. La sua collezione è un misto di avanguardia ed elementi rococò, ed è considerato dalla critica come uno dei più innovativi e creativi stilisti africani, sia nell'uso del colore che nella qualità dei prodotti.
Altri nomi in evidenza: Hip Hop, Maya Prass, Craig Port, Darkie, Sonwabile Ndamase e Malick Dippenaar. Tutti stilisti accomunati da una tendenza unica e nuova, fatta di accostamenti di colori vivaci e tinte che richiamano le nuance della terra, di tagli semplici o estroversi che riecheggiano il mood coloniale o le incalzanti danze tribali.
Ma il lifestyle del Sudafrica è anche nella particolarità del design, nell’architettura delle città, e nell’arredamento delle più belle residenze private e strutture ricettive.
Il vero melting pot sudafricano vibra soprattutto nelle città dove è possibile trovare interessanti sperimentazioni stilistiche ed artistiche all’insegna della fusione, gallerie d'arte contemporanea, boutiques e negozietti di artigianato afro-chic. Gli appassionati del design sudafricano non possono perdere una visita al The Old Biscuit Mill a Cape Town nella zona di Woodstock, uno spazio dedicato alla creatività di giovani designer e alla loro sperimentazione in campi diversi (ceramica, vetro, fotografia, moda, interior design, cucina, etc.). Da segnalare anche le piccole gallerie d’arte nei villaggi di Franschhoek e Stellenbosch, lungo le strade dei vini, i negozietti di arredamento e antichità nel sobborgo di Parkhurst a Johannesburg.
Gli appassionati dello shopping possono visitare gli immensi mall del Paese: dal più grande centro commerciale australe, il Gateway Shopping Mall di Umhlanga Rocks vicino Durban, al Riverside Mall di Nelspruit; dal The Pavillon di Durban con 1 milione di persone al mese al Rosenbank Mall di Johannesburg. Stessa atmosfera nelle blasonate vie dello shopping dal Knysna Quays al Golden Mile di Durban, fino al Victoria and Alfred Waterfront di Cape Town, dove ristoranti, bar, boutiques e negozietti di artigianato si allungano nella zona del vecchio porto che diventa luogo di incontro e svago per i turisti e per i residenti del luogo.
Pittoreschi patchwork della fusione sudafricana sono i "Flea Markets" (i "mercatini delle pulci"), caratteristici sia delle grandi che delle piccole città. I più famosi sono quelli di Cape Town, Durban, Johannesburg e Port Elizabeth. Particolarmente belli e interessanti sono il mercatino delle pulci di Bruma Lake (aperto tutti i giorni) a 15 minuti da Johannesburg e il Micheal Mount Organic Market di Bryanston (sempre vicino a Johannesburg), dove sono presenti più di 120 bancarelle che offrono splendidi pezzi di artigianato locale tra cui oggetti in legno e ogni tipo di ornamento fatto interamente di perline, o decorato con esse, accanto ad accessori in pelle, ceramiche, gioielli finemente lavorati, biancheria per la casa, stoffe dipinte a mano, cesti e contenitori in paglia e oggetti in latta. Nei dintorni di Durban da non perdere l'African Market dove è possibile trovare ogni tipo di ingrediente per cucinare le ricette locali e comprare le erbe mediche che tutt'oggi sono alla base della medicina di molte tribù, mentre a Port Elizabeth il mercato si tiene ogni sabato nella centralissima e bellissima Market Square. A Cape Town il mercatino di Green Market Square presenta ogni giorno una miriade di bellissimi oggetti  che rappresentano il meglio dell'artigianato locale

 

Nuovi Media

Life style è anche il nutrito entourage del mondo dei nouvi media. Dal 5 al 7 luglio 2010 si terrà in Sudafrica, a Grahamstown, organizzato dalla Rhodes University School of Journalism and Media Studies, “The second world journalism education congress” (il primo si è tenuto a Singapore nel 2007) e attirerà molte personalità del giornalismo e della comunicazione in generale (tv, web, etc) internazionale.

Il mercato dell’informazione in Sudafrica è floridissimo già dal 1994 (dopo la fine dell’Apartheid e con il “Bill of Rights”, che garantisce a ogni cittadino la libertà di espressione e di stampa). Con i mondiali di calcio, che hanno sparato il paese al centro del globo, la pubblicazione dei quotidiani ha subito una notevole nuova impennata: il Sudafrica pubblica 20 quotidiani (15 milioni di lettori al giorno), 13 settimanali di news e politica e 280 periodici, dai femminili a quelli di sport (sono almeno tre, per esempio, i periodici dedicati ai surfisti). Ci sono anche una serie di “community newspaper” che hanno una circolazione di quasi 6 milioni di lettori. Intorno a queste nuove pubblicazioni si concentrano gruppi di giovani intellettuali capaci di competere anche coi pilastri del giornalismo (Daily Sun, The Star, Sowetan, Die Burger, Beeld, etc, roccaforte di politici, uomini e donne di potere e, naturalmente, l’intellighenzia sudafricana).

Oggi tuttavia, il glamour si concentra soprattutto intorno a quelle che sono le nuove produzioni tv, prima tra tutte “The No. 1 Ladies’ Detective Agency”, la serie televisiva sulle vicende della donna detective Mma Ramotswe, che ha avuto uno strepitoso successo