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Quarantamila
anni fa: a tanto ammontano le origini di Valdobbiadene,
importante comune della provincia di Treviso, posto su un
pianoro alle pendici dei monti Barbaria e Cesen, circondatoda
colline con preziosi vigneti coltivati a prosecco e cartizze che
degradano sulle sponde del fiume Piave.
Sul suo territorio sono stati rinvenuti numerosi manufatti che attestano una presenza umana dall'età musteriana all'età del bronzo. Le prime notizie documentate si hanno invece a partire all'incirca dall'anno1000. Nel 1116 l'Imperatore Enrico V ne stabilì i confini; passato sotto il controllo di Treviso fino al 1178, occupato dagli Ezzelini, fino al 1260 quando tornò sotto la giurisdizione di Treviso. Intorno alla metà del XIV secolo Valdobbiadene cade sotto la dominazione veneziana e viene diviso in quindici comunità rurali (Regole). Con l'arrivo di Napoleone e poi, con la dominazione austriaca, le Regole spariscono e sorgono i Comuni. Nel 1805, il Veneto passava a far parte del nuovo Regno d'Italia; il municipio fu trasferito in Piazza Maggiore. In seguito il governo Austriaco realizzò varie opere pubbliche: fu completato il campanile con l'aggiunta della cuspide a cipolla (1810), fu abbellita la chiesa sia all'interno che all'esterno (1840) e furono sistemati il sagrato e la piazza Maggiore tra il 1818 e il 1820. Nel 1818 giunse nella Valdobbiadene un abile setaiolo: Pietro Piva che insieme ai figli Sigismondo e Celestino, acquistò un vecchio opificio, lo dotò di macchinari più efficienti e fece arrivare operai specializzati. Pietro Piva ingrandì e migliorò la vecchia costruzione e poi acquistò un terreno dove, in seguito, sorse la nuova filanda che prenderà il nome di "Calzificio Pivasisi" e da allora rappresenta un punto di riferimento per il sistema produttivo ed occupazionale del paese. Nel maggio 1945 successe un grave fatto di sangue ricordato come eccidio di Valdobbiadene: l'esecuzione sommaria di circa 50 prigionieri di guerra da parte di avversari politici. Nel dopoguerra il paese si sviluppò molto mantenendo però sempre la sua identità e basando la sua economia sul settore enologico che ha acquistato fama mondiale. Valdobbiadene attualmente conta circa 11.000 abitanti e 7 frazioni: Bigolino, Guia, Pianezze, S.Giovanni, San Pietro di Barbozza, Santo Stefano, San Vito. Notevoli bellezze storiche e paesaggistiche del paese, come pure diversi i personaggi famosi che a Valdobbiadene hanno ricevuto i natali; tra questi ricordiamo Papa Benedetto XI.
Nato Nocola (o Niccolò) Boccasani (Valdobbiadene, 1240 - Perugia, 7 luglio 1304), papa dal 27 ottobre 1303 alla sua morte. Benedetto proveniva da modestissima famiglia e indossò l'abito religioso a diciassette anni, nell'ordine di San Domenico nel convento vicino a casa, per completare poi gli studi a Milano. Ordinato sacerdote, fece ritorno a Treviso come insegnante. Si distinse per mitezza di carattere, purezza di vita, umiltà e Pietà. Eletto nel 1286 superiore provinciale della regione Lombardia, dieci anni dopo fu chiamato a succedere Stefano di Besancon nella carica di generale dell'Ordine. Il Cardinale Boccasani era ad Anagni accanto a Papa Bonifacio VIII quando questo venne colpito dallo schiaffo dell'emissario di Filippo il Bello, Guglielmo di Nogaret. Con la sua elezione a Papa egli liberò Filippo il Bello di Francia dalle censure che gli erano state addossate da Bonifacio, mentre rinnovò la scomunica a Nogaret, e cercò di mettere fine all'increscioso conflitto tra il papato e il re di Francia. Benedetto XI, dopo un pontificato di solo otto mesi, morì a Perugia improvvisamente; si sospettò che la sua morte fosse stata causata dalla vendetta di agenti di Nogaret: si sentì venir meno dopo aver assaggiato un fico fresco, probabilmente iniettato di veleno. I Papi che lo seguirono furono completamente sotto l'influenza dei re di Francia, e spostarono la sede papale da Roma ad Avignone. Nel corso del breve pontificato Benedetto XI mantenne un saldo legame con la sua provinciad'origine: a lui si deve la costruzione della monumentale chiesa domenicana di San Niccolò a Treviso. Tra i suoi atti il decreto che fa obbligo a ogni cristiano di confessarsi almeno una volta all'anno. Benedetto XI fu beatificato nel 1736. E' l'unico Papa di quel periodo per cui Dante Alighieri non espresse nessun giudizio negativo. Un'altro illustre che ebbe i natali a Valdobbiadene fu San Veneziano Fortunato. Venanzio Onorio Clemenziano Fortunato (Duplavillis, odierna Valdobbiadene, 530 - 607) è stato uno scrittore latino, tra gli ultimi rappresentanti della poesia Latina. Una leggenda racconta che, colpito da una malattia agli occhi, alla quale sarebbe subentrata una improvvisa quanto inspiegabile guarigione, si sarebbe recato in pellegrinaggio alla tomba di San Martino a Tours e in seguito a Poitiers dove conobbe la badessa Radegonda VI (figlia di Bertario re di Turingia), e si stabilì in quella città. Alla morte di Radegonda, nel 587, fu ordinato sacerdote e assunse la direzione del monastero. Nel 957 fu nominato vescovo. Veneziano Fortunato scrisse in onore di San Martino il poema Vita Di San Martino (De Vita Sancti Martini) ed anche il De excidio Thuringiae sulla fine della casa reale di Turingia; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
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