Se il discorso ti
interessa leggi questo articolo; se non t'interessa... cambia pagina ed
amici come prima ma, per favore, non dire di cambiare,
se vedi che un'altra persona che si sofferma su questa
pagina. Affinché altri conoscano il modo di evitare il
contagio di malattie sessuali molto serie e pericolose.
L'igiene dei
comportamenti sessuali nasce dall'esigenza di
proteggersi dai pericoli per la salute rappresentati
dalle MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE.
Sicuramente ne hai già
sentito parlare: sifilide, lue o mal francese da un
lato, e gonorrea, blenorragia o "scolo" dall'altro,
fanno parte di un vocabolario che richiama i tempi
andati e le atmosfere famose di vecchi film.
PERO' NON SONO AFFATTO SCOMPARSE,
ANZI!
Si sono aggiunte infatti
una trentina di forme contagiose, sino ad oggi
sconosciute, capaci di essere trasmesse direttamente o
indirettamente con rapporti sessuali; forme che, giorno
dopo giorno, di diffondono sempre più e rappresentano a
livello mondiale le malattie infettive più frequenti
dopo quelle respiratorie.
Ma, perché?
Diversi motivi sono
individuabili:
-
Perché oggi sono
maggiori le possibilità di viaggi interni e
all'estero, e quindi di "rimorchi" e incontri con
partners occasionali che, a loro volta, possono aver
"beccato" Malattie A Trasmissione Sessuale in altre parti del mondo, amplificando
così il problema;
-
perché oggi il
cosiddetto "sviluppo sessuale", fisico ma
soprattutto mentale, è più precoce;
-
perché oggi il
cambiamento delle abitudini e degli atteggiamenti
culturali nei confronti del sesso ha scatenato la
cosiddetta "promiscuità sessuale", parola che sta ad
indicare la tendenza a frequenti cambiamenti di
partners;
-
perché oggi la
vendita di contraccettivi via orale, la cosiddetta
"pillola", ha accelerato la liberalizzazione dei
costumi;
-
perché oggi le
differenze economiche, associate agli stimoli
consumistici, hanno prodotto la prostituzione
occasionale, assai meno controllata e controllabile
di quella ufficiale delle "case chiuse".
Ma un motivo sicuramente
ha contribuito più degli altri ad "abbassare la guardia"
nei confronti della prevenzione delle Malattie A
Trasmissione Sessuale:
la SENSAZIONE di
IMPUNITA', cioè di potersi "sempre permettere di correre
il rischio" di un qualsiasi contagio per un incontro
sessuale più o meno occasionale, "assaporato fino in
fondo"; il tutto senza seri problemi di salute, perché
sempre risolvibili con qualche miracolosa pillola,
"siringa" o pomata, opportunamente consigliata da un
amico dottore.
Cari lettori, le cose non
stanno più come si credeva, bisogna cambiare prospettiva
e comportamenti, e, se volete convincervene, venite a
controllare voi stessi che cosa offre il supermarket
delle Malattie A Trasmissione Sessuale.
le Malattie A
Trasmissione Sessuale infatti sono
estremamente diverse fra loro, ma hanno qualcosa in
comune, la difficoltà di controllarle e sradicarle
completamente per diverse ragioni:
-
tutti i diversi germi
e parassiti responsabili hanno una scarsa capacità
di sopravvivere nell'ambiente esterno e perciò, da
individuo a individuo hanno sfruttato l'unica
condizione in cui si verificano contatti stretti e
ravvicinati fra secrezioni, sangue e superfici
mucose o pelle di diverse persone: il rapporto
sessuale, un'attività per altro indispensabile alla
riproduzione e perciò non eliminabile
dall'esistenza;
-
gli agenti infettivi
responsabili variano continuamente la propria
struttura o si localizzano in nicchie "riparate",
per sfuggire ai meccanismi di difesa dell'organismo;
-
queste malattie hanno
lunghi tempi di incubazione durante i quali il
soggetto contagiato, ignaro, sta bene e diffonde
l'infezione ad altre persone, senza saperlo.
Le Malattie A
Trasmissione Sessuale possono, anche se
non sempre dare segni e sintomi, utili da riconoscere in
sé o nel partner, per evitare contatti a rischio senza
adeguate misure protettive.
A titolo semplificativo
si può dire che i segni possono essere:
-
Localizzati solo sui
genitali o su altre zone coinvolte nei rapporti
sessuali;
-
Circoscritti ad altre
zone del corpo NON interessate ai rapporti sessuali;
-
Generalizzati,
interessando tutto il corpo.
Vediamo perciò di
imparare a riconoscere le lesioni evidenti.
1
LESIONI LOCALIZZATE SUI GENITALI O
ALTRE ZONE INTERESSATE DAI RAPPORTI SESSUALI
ULCERE
Sono crateri, perdite di
sostanze della pelle e delle mucose, caratterizzate da
bordi e fondo di differente tipo.
-
Un'ulcera regolare di
forma, di diametro più o meno di 1 centimetro, con
fondo rosso scuro, liscio, asciutto, senza pus
giallastro né sangue, dura e lignea alla palpazione,
per niente dolorosa, nemmeno a contatto con l'urina,
si forma a distanza di 2 - 4 settimane dal rapporto
sessuale contagiante. Può accompagnarsi ad un
ingrossamento delle linfoghiandole inguinali, dallo
stesso lato della lesione a forme di crateri, dure e non
dolenti. Si tratta di una lesione, di per sé
destinata a guarire senza trattamento entro 1 mese,
ma la malattia di fondo continua anzi si
generalizza: è la SIFILIDE, detta anche LUE o MAL
FRANCESE, per la quale NON esiste vaccino
preventivo, ma è indispensabile iniziare in fretta
cure antibiotiche potenti per evitare guai peggiori.
-
Ulcere singole o
multiple, di consistenza molle alla palpazione, a
bordi scollati e nievati, irregolari, frastagliati,
con fondo grigiastro ricoperto di pus, dolenti alla
pressione e al contatto con l'urina, che insorgono
al massimo entro 1 settimana dal rapporto
contagiante, accompagnate da ingrossamento delle
linfoghiandole inguinali dello stesso lato, ripiene
di pus. Si tratta in questo caso di Ulcera Molle,
detta anche CANCROIDE, per la quale non esiste
vaccino, ma è necessaria una cura antibiotica
-
Piccole erosioni
regolari, più o meno superficiali, possono comparire
entro 1 mese dal rapporto contagiante, accompagnate
o meno da secrezioni, purulente giallo - biancastre
delle vie urinarie. Contemporaneamente vi è sempre
un ingrossamento dolente delle linfoghiandole
inguinali più vicine, ricoperte da pelle calda, tesa
e bluastra, tendente a perforarsi in più punti (come
la testata di un innaffiatoio), che lascia
fuoriuscire un materiale biancastro appiccicoso
simile al pus. Si tratta in questo caso del
LINFOGRANULOMA INGUINALE, per il quale NON esiste
vaccino, ma sono necessarie tempestive cure
antibiotiche per evitare che la tumefazione dei
genitali e delle zone lese diventi sempre più dura e
coriacea.
CONDILOMI
Sono escrescenze carnose
a cavolfiore, più o meno molli a seconda della
corneificazione e della grandezza che può variare da una
testa di spillo (anche meno) ad un pomodoro (anche più).
-
Possono avere una
causa virale (CONDILOMI ACUMINATI da virus del
papilloma), presentandosi sugli organi genitali
entro 2 settimane dal rapporto contagiante, e sono
queste ora le Malattie A Trasmissione Sessuale più diffuse in assoluto, molto
pericolose, per altro, perché nelle donne possono
degenerare in tumori maligni; inoltre, NON esiste
vaccino preventivo, e possono essere solo solo
estirpati chirurgicamente o "bruciati", ma purtroppo
facilmente recidivano.
-
Un altro tipo di CONDILOMI, detti Piani
sono invece lesioni a cavolfiore grandi e umide,
soprattutto a livello delle pieghe inguinali e genitali
o fra le natiche, e rappresentano alcune delle lesioni
della fase secondaria, comparendo a distanza di oltre 2
mesi dalle ulcere primarie descritte prima.
VESCICOLE
Sono bollicine superficiali a
contenuto chiaro e umido, riunite a grappolo sulla pelle e
mucose infiammate e arrossate, accompagnate da dolore,
prurito e senso di tensione, facili a rompersi lasciando
erosioni superficiali e dolorose.
Insorgono entro 2 - 3
settimane dal rapporto contagiante e ricompaiono
spontaneamente in caso di debilitazione psichica e fisica
(strapazzi muscolari, alcool, tintarella, altre infezioni).
Sono dovute a virus ERPETICI, che non possono venire
debellati dall'organismo e nemmeno con i farmaci, in quanto
nei periodi di benessere vanno a nascondersi nei nervi
periferici. Il contagio avviene però solo con liquido delle
vescicole o le croste formate sulle erosioni.
CHIAZZE
Rossastre o biancastre sulle
mucose dei genitali, accompagnate spesso da secrezioni
lattescenti, possono essere segno di una infezione di
CANDIDA, un lievito ostinato, contagiato una decina di
giorni prima, e molto diffuso, che deve essere curato con
una terapia specifica.
MACCHIE
Grandi anche una decina di
centimetri, rossastre e tendenti ad allargarsi sempre più
sulla pelle delle regioni inguinali o genitali,
caratterizzate da una secrezione sierosa e da una corona
periferica di tinta rossa più accesa con vesciche ripiene
di liquido, sono invece forme di TIGNE, cioè funghi.
SECREZIONI INFIAMMATORIE
GENITALI (PERDITE)
Altre Malattie A Trasmissione
Sessuale invece NON
riguardano la pelle e le mucose esterne, bensì le vie mucose
interne dei genitali.
In questi casi le
infiammazioni si manifestano sotto forma di perdite,
secrezioni, diverso tipo a seconda del germe responsabile
dell'infezione.
Si hanno pertanto uretriti,
cioè infiammazioni dell'ultimo tratto delle vie urinarie,
cervico-vaginiti, cioè infiammazioni delle vie genitali
femminili e infiammazioni del retto.
-
Se le perdite sono
purulente, sotto forma di gocce giallo-verdastre,
abbondanti, specialmente al mattino, tanto da macchiare
in modo più o meno esteso gli slip, accompagnandosi con
senso di peso al bassoventre, bruciore durante
l'erezione o l'urinazione, accentuato dal consumo di
alcolici, urine torbide e talvolta febbre, con molta
probabilità si tratta di GONORREA,
detta anche BLENORRAGIA o
più pittorescamente SCOLO, la più comune delle Malattie
A Trasmissione Sessuale
classiche, che insorge entro 1 settimana dal rapporto
contagiante e può essere curata con antibiotici.
-
Le forme in assoluto più
frequenti fra queste infezioni mucose sono
caratterizzate però da sintomi più sfumati, che
compaiono entro 2 settimane dal contagio, sotto forma di
secrezioni scarse, dense, lattiginose o schiumose
soprattutto
evidenti al
risveglio, capaci di provocare macchie e adesioni
degli slip alle mucose, accompagnate o meno da
prurito e bruciore, con una forte tendenza alla
cronicizzazione nonostante le terapie mediche, si
tratta in genere di infezioni da lieviti (CANDIDA),
parassiti (Triconomas), virus, batteri di vario tipo
(soprattutto intestinali) e in special modo
Chlamydia.
Da sapere comunque che:
-
TUTTE queste infezioni
che colpiscono pelle e mucose dei genitali sono sempre
PIÙ EVIDENTI NEL MASCHIO CHE NELLA DONNA, perché i
genitali femminili sono prevalentemente interni e
nascosti e perché i sintomi (dolore, bruciore, ulcere,
escrescenze vescicole, secrezioni) sono sempre più
ridotti nella femmina, tanto da sfuggire anche
all'attenzione delle interessate;
-
queste lesioni NON
compaiono SOLO SUI GENITALI, ma possono colpire anche
altre zone del corpo, eventualmente interessate da
contatti sessuali, con lesioni talvolta facilmente
identificabili (la bocca, per esempio, nella femmina o
nel maschio);
-
NON esiste alcun VACCINO
per prevenire tutte queste forme e spesso anche le cure
attuali non riescono a impedire cronicizzazioni o
riaccensioni periodiche di queste infezioni, pericolose
per sé e per gli altri.
2
LESIONI CIRCOSCRITTE A ZONE DEL CORPO NON
INTERESSATE DAI RAPPORTI SESSUALI
LESIONI DA PRURITO
Pruriti intensi, soprattutto
notturni, irresistibili e di origine inspiegabile, che,
costringono a grattarsi sino a sanguinare, possono essere
dovuti a parassiti, cioè animaletti di minuscole dimensioni,
come le PIATTOLE, insetti piccoli e, appunto, schiacciati,
che
si arpionano sulla
pelle nelle zone pelose del pube, dell'inguine,
oppure gli ACARI della SCABBIA che, per deporre le
uova, scavano sottili e lunghi (mezzo cm.) cunicoli,
terminanti con piccole vesciche perlacee, nello
spessore della pelle, soprattutto in regione
genitale, ai lati delle dita, alle ascelle, sui
piedi, sull'addome e a livello delle natiche.
I sintomi compaiono nel giro
di 2 settimane dal rapporto contagiante con una persona
infestata, o per aver dormito nel letto in cui ha giaciuto
una persona infestata. Molta attenzione quindi alle
permanenze, anche temporanee, trascorse in abitazioni di
persone con incerte abitudini igieniche e promiscuità
sessuale: potreste pagare l'imprudenza con noiosissimi
trattamenti a base di insetticidi spennellati per tutto il
corpo per tre sere di seguito!
3
Malattie A Trasmissione Sessuale GENERALIZZATE A TUTTO IL CORPO
MACCHIETTE
Di colore rosso-rame,
disseminate sulla pelle di tutto il corpo, insieme a
noduli della stessa tinta, più o meno grandi,
caratteristicamente anche a carico delle palme delle
mani e delle piante dei piedi, accompagnati talvolta
a perdita di peli e capelli, possono essere il segno
di generalizzazione dell'infezione LUETICA, nel
periodo secondario della sifilide NON curata, che
inizia almeno 2 mesi dopo il contagio, quando
l'ulcera primaria è già guarita spontaneamente a
livello dei genitali. La LUE può essere contagiata
anche in questa fase.
EPATITI VIRALI
Persone con una colorazione
giallastra, cerea della pelle, degli occhi e delle mucose,
più o meno evidente, accompagnata a un senso di debolezza e
progressiva incapacità del fegato a produrre i fattori
necessari al funzionamento dell'intero organismo e a
disintossicare il sangue da tutte le scorie prodotte dai
vari organi possono avere una EPATITE VIRALE in corso.
Ma, che cosa hanno a che fare
queste forme virali, che danneggiano il fegato, con i
rapporti sessuali?
Ebbene si: nel corso di
rapporti con persone contagiate da questi virus, malate,
convalescenti, guarite da alcune forme di epatiti virali, ma
anche, bada bene, apparentemente sane ( i cosiddetti
"PORTATORI SANI" di questi virus) si può avere trasmissione
di queste infezioni con il sangue o con le secrezioni
genitali.
Queste forme possono essere
inizialmente simili alle epatiti virali alimentari,
provocate per esempio dal consumo di cozze, ostriche ed
altri molluschi contaminati oppure ortaggi crudi (EPATITE di
TIPO A), ma, a differenza di queste che, nella grandissima
maggioranza dei casi guariscono con il completo ripristino
del fegato, le epatiti virali trasmesse con le secrezioni o
il sangue mediante i rapporti sessuali (EPATITI DA VIRUS di
TIPO B, OPPURE C OPPURE C), sono gravi e si manifestano a
distanza di sei o sette mesi dal momento del contagio,
caratterizzate dalla tendenza spiccata a cronicizzare
(nell'ordine crescente: B, D e C). Esse finiscono per
rendere completamente inefficiente il fegato, nel giro di
pochi anni, fino ad aversi il quadro della cosiddetta
CIRROSI del fegato, cioè la cicatrizzazione del fegato, che
è caratterizzata da: accumulo di liquido sieroso nel cavo
dell'addome e negli arti inferiori, ingrossamento delle vene
superficiali soprattutto a livello dell'addome, emorragie
spontanee (specialmente dalla bocca e dal digerente) per
incapacità del fegato di produrre sostanze per la
coagulazione del sangue anomali di comportamento (per
accumulo di sostanze tossiche per il cervello) ed infine
morte inesorabile nel giro di qualche tempo.
Un'evoluzione alternative di
queste Epatiti Virali, ma non per questo più entusiasmante,
è lo sviluppo di epatocarcinomi nel volgere di pochi anni,
tumori altamente maligni del fegato, rapidamente mortali.
Cure sicuramente efficienti
per debellare queste infezioni virali NON sono attualmente
disponibili, ad eccezione del famoso INTERFERONE,
estremamente costoso e neanche infallibile; l'unica
soluzione è la prevenzione delle sole EPATITI VIRALI di TIPO
B e D attraverso un vaccino efficace. Non esiste vaccino per
EPATITE VIRALE DI TIPO C, che come detto, è forse la più
grave. Occorre pertanto mettere in atto tutte le norme di
prevenzione indicate per le altre MALATTIE A TRASMISSIONE
SESSUALE.
Di che si tratta?
si tratta di una malattia
che, di per se, non presenta ulcere o noduli, ne vescicole o
escrescenze sui genitali, che non da prurito e non fa
diventare gialli itterici, e nemmeno tinge i capelli di
verde o gli occhi di rosso né crea contorni viola ma che, ad
eccezione di un breve malessere simile - influenzale a
distanza di 2 - 3 settimane dal contagio, rimane silenziosa
per 7 - 8 anni, caratterizzata da pieno benessere.
Ciò la rende estremamente
pericolosa perché la persona infetta si sente perfettamente
bene per parecchi anni e ignora la sua condizione, potendo
così disseminare l'infezione ad un numero notevole di altre
persone.
L'unica traccia di questa
infezione è la positività, entro 3 - 6 settimane dal momento
del contagio, di alcuni test fatti sul sangue (ELISA O
WESTERN BLOT) e si parla allora di SIEROPOSITIVITA'
ASINTOMATICA.
Il responsabile di questa
infezione, inizialmente asintomatica, è HIV, virus
dell'immunodeficienza umana, di cui ne esistono due tipi
(1,più diffuso, e 2), che vengono trasmessi
"naturalmente"per via sessuale da parte di persone infette
mediante il sangue (che si può liberare nel corso dei
rapporti sessuali di tutti i tipi) e o con le secrezioni
genitali (sperma per il maschio e liquidi vaginali per la
femmina).
Questo virus non fa altro che
"minare" i sistemi cellulari di difesa dell'organismo contro
le infezioni e contro i tumori, in maniera progressiva,
moltiplicandosi e distruggendo questi sistemi a mano a mano
che essi vengono stimolati ad intervenire contro agenti di
qualsiasi tipo, con un escalation di tipo piramidale.
Ecco quindi che strapazzi
fisici (infezioni di vario tipo per esempio oppure droghe
iniettate in vena) o psichici (depressione), capaci di
mettere alla prova il sistema immunitario, finiscono per
esaurire la capacità di difesa dell'organismo minato
dall'HIV, tanto più rapidamente quanto più numerosi ed
intensi.
L'individuo infatti non
riesce in nessun modo a sconfiggere l'infezione dell'HIV
che, in pieno benessere, "cova sottola cenere" per diversi
anni, dapprima controllata dai sistemi di difesa che alla
fine vengono progressivamente distrutti.
Il segno iniziale del
declino del sistema immunitario è la comparsa di un
ingrossamento persistente (oltre 3 mesi) e generalizzato
delle linfoghiandole superficiali, che sono le stazioni
periferiche di difesa che appaiono come nocelline non
dolenti ma palpabili sotto la pelle di varie zone, sotto la
mandibola, ai lati ed alla base del collo e dietro le
orecchie, sotto le ascelle, in corrispondenza dei gomiti e
così via, in pieno benessere.
Questo stadio è detto LPG (Linfoadenopatia
Persistente Generalizzata).
Si passa quindi ad una fase
successiva in cui la persona contagiata inizia a non stare
pi bene perché si sente stanca, ha febbre persistente e
sudorazioni notturne accompagnate a diarrea inspiegabile per
oltre un mese e dimagrimento notevole e può per altro
presentare variazioni di carattere e disturbi di memoria
anomali di comportamento. Inizia a questo punto (sono
passati 6-7 anni dal contagio) lo stadio del famigerato
AIDS, Sindrome di Immunodeficienza Acquisita, caratterizzato
da una proliferazione massiccia di HIV che, avendo
sbaragliato ormai le difese immunitarie attraverso diversi
anni di lotta, favorisce l'insorgenza di una miriade di
malattie infettive, diverse da caso a caso, e
caratteristicamente dovute anche A germi
"opportunistici" (virus, batteri, parassiti); germi cioè
innocui perché normalmente tenuti a bada dal sistema
immunitario, capaci in queste condizioni però di dare luogo
a malattie incontrollabili.
In alternativa, a questo
stadio HIV favorisce l'insorgenza di tumori maligni, in vari
organi, talvolta atipici e legate ad infezioni virali, come
il sarcoma di Kaposi, che si presenta sottoforma di
macchiette o noduli bluastri - violacei disseminati sulla
pelle di tutto il corpo, sulle mucose dei genitali, della
bocca e lingua e negli organi interni.
Lo stadio dell'AIDS ha breve
durata, da alcuni mesi sino ad un massimo di 3 anni e si
conclude inesorabilmente con la morte dell'individuo,
nonostante le terapie più moderne abbiamo contribuito a
prolungare la sopravvivenza.
NON esiste però, oggi, una
cura definitiva per l'AIDS né un vaccino per prevenire il
contagio da HIV.
Nel mondo intero sono sinora
stati rilevati oltre 3 milioni di casi di AIDS e attualmente
i sieropositivi dovrebbero essere circa 16 milioni, il che
evidenzia l'universalità e la gravità del problema.
Quindi se la malattia non è
un'opinione, avere un elevato numero di partner sessuali
aumenta la possibilità di essere contagiati con le varie
Malattie a Trasmissione Sessuale già viste ma anche la
probabilità d'incontrare un partner infetto da HIV: le due
cose non si escludono a vicenda, anzi.
Infatti lesioni genitali
dovute alle classiche malattie a trasmissione sessuale
(ulcere, vesciche, noduli, condilomi, secrezioni) indicano
spesso una vita sessuale sregolata e senza precauzioni e
perciò un alto rischio di concomitante infezione da HIV,
anche perchè queste lesioni, infiammando e danneggiando le
mucose dei genitali, favoriscono il contagio reciproco; esse
stesse inoltre possono essere la prima spia di un
indebolimento delle difese immunitarie causato da HIV.
Per prima cosa quindi:
Attenzione A Partners Con Lesioni Genitali Evidenti
Da questi corri il rischio
non solo di "contagiarti" delle classiche Malattie a
Trasmissione Sessuale, ma anche Epatite B o C e AIDS con una
frequenza circa 100 volte maggiore rispetto ai partner
apparentemente sani: nel caso ti sia accorto solo in un
secondo momento delle lesioni genitali del partner o su te
stesso, rivolgiti con fiducia al tuo medico personale.
Nel caso tu non abbia preso
le dovute precauzioni prima dei rapporti sessuali.
Nel caso dovesse risultare
che hai contagiato una Malattia a Trasmissione Sessuale, non
aver paura di sottoporti al test per HIV; il risultato del
test verrà riferito SOLO a te stesso e dopo, starai di certo
più tranquillo!
Abbi presente che l'AIDS
colpisce soprattutto persone nella piena maturità sessuale,
di età media compresa di circa 30 anni e perciò, calcolando
i lunghi tempi in cui l'infezione non dà alcun segno di sé
(8-10 anni), è logico dedurre che il contagio si verifichi
in media all'età di circa 20 anni.
Per l'Epatite B, C e D le
cose non sono messe diversamente.
Sappi inoltre che il rischio
di contagio per via sessuale dipende anche da altri fattori:
1) tipo di rapporto:
-
Un rapporto anale è molto
più rischioso di un rapporto naturale, perché, non
essendoci secrezioni mucose a facilitare la penetrazione
per questa via, si realizzano lesioni e perdita di
sangue che facilitano il passaggio del virus HIV;
-
Il rapporto orale non è
del tutto privo di rischio, perché HIV è presente nelle
secrezioni genitali sia maschili che femminili e può
essere trasmesso attraverso piccole lesioni delle mucose
boccali;
-
Baci sulle labbra: non
costituiscono pericolo, neanche se "profondi", perché
HIV è in numero troppo ridotto in saliva per poter
essere trasmesso, e quindi l'unico rischio può derivare
da lesioni sanguinanti o ulcere di vario tipo del cavo
boccale.
2)tipo di partner:
La femmina tende a
contagiarsi da un partner infetto più facilmente di un
maschio da una femmina infetta, perché le secrezioni
maschili cariche di HIV dopo un rapporto sessuale,
ristagnano per lungo tempo nei genitali femminili a contatto
con le mucose, che sono inoltre più ricettive nei confronti
del virus e questo facilita il contagio in questa direzione
anche in seguito a rapporti sporadici:
Uomo 4Donna
u
La
femmina infetta può costituire a quel punto un grande
rischio di contaminare un gran numero di partner diversi,
anche se in questa direzione il contagio, in genere, si
verifica dopo un certo numero di rapporti con lo stesso
individuo (è evidente che la donna può contagiare anche il
bambino che porta in grembo).
3)
stadio dell'infezione da HIV del partner;
E'
evidente che il sangue e le secrezioni genitali infette sono
più ricche di virus e quindi contagiano più facilmente se il
partner è in uno stadio avanzato d'infezione e di
proliferazione virale HIV, rispetto ad uno stadio
asintomatico e recente.
L'infezione da HIV, come quella da Epatite B, c o D ma come
anche tutte le altre Malattie a Trasmissione Sessuale, oltre
che con la via naturale dei rapporti sessuali, mediante i
secreti genitali, si trasmette anche ATTRAVERSO IL SANGUE.
Il sangue normalmente non esce fuori da un organismo per
penetrare in un altro a meno che non vengano usati arnesi
per lo scambio fra individui diversi; questo fa si che gravi
malattie virali colpiscono con grande frequenza sopratutto
tossicodipendenti che fanno uso di droga (eroina, morfina, e
tante altre) mediante siringhe non sterili: questi infatti
sono abituati a condividere le stesse siringhe fra più
persone, e così le siringhe, sporche di sangue, finiscono
per contagiare tutti quelli che le abbiano usate, nel caso
che almeno uno di essi sia già infetto.
L'AIDS
nei tossicodipendenti inoltre è particolarmente grave e
rapido perché le droghe usate in vena di per sé già riducono
le difese immunitarie dell'organismo, aumentando così
l'azione minatoria del virus HIV.
Quindi:
Attenzione A Partner Sessuali Con Evidenti Segni Di
Iniezioni E Piccole Soffusioni Di Sangue Su Braccia, Gambe,
Lingua!
e, per lo stesso pericolo
legato allo scambio di oggetti eventualmente contaminati da
sangue infetto, soprattutto in comunità chiuse.
Attenzione A Non Condividere Mai, Per Nessun Motivo,
Siringhe Non Sterili, Già Adoperate Da Altri, Ma Anche,
Oggetti Appuntiti O Taglienti Da Bagno:
(lamette, rasoi, forbicine, pettini, aghi, spazzolini,
spazzole)
E' vero che il virus HIV
sopravvive all'aria aperta solo per poche ore su oggetti
appuntiti o taglienti, ma tu non sai da quanto tempo questi
oggetti sono stati contaminati ed inoltre potrebbero essere
anche veicoli di virus di Epatite B e C, assai più
resistenti (diversi giorni).
Se ti dovesse capitare di
farti male per qualsiasi motivo con un oggetto di questo
tipo non tuo, oppure usato anche da altri, rivolgiti al tuo
medico di fiducia
se sei
preoccupato e vuoi sapere cosa fare per stare tranquillo.
E'
importante inoltre, per chi vive in collettività, sapere in
quali situazioni NON vi è pericolo di contagio per i virus
HIV, Epatite B, C e D nella vita di ogni giorno:
-
convivenza lavorativa, familiare, scolastica;
-
respirare la stessa aria con altre persone;
-
condivisione di cibi e di stoviglie da tavola;
-
condivisione di biancheria da letto;
-
condivisione di servizi igienici (W.C.) o docce e
lavabi;
-
condivisione di strumenti da lavoro;
-
utilizzo comune di telefoni e mezzi pubblici;
-
strette di mano;
-
sputi, starnuti, lacrime o gocce di sudore, vomito,
feci, urine;
-
vaccinazioni;
-
donazioni di sangue;
-
punture di zanzara ed altri insetti;
-
nuoto in piscina;
-
contatto di pelle sana con sangue o secrezioni infette.
Uscendo da questo supermarket delle MALATTIE A TRASMISSIONE
SESSUALE vi sarete fatti un'idea di tutti i rischi che si
corrono anche per una sola "stupidaggine" o per un
comportamento "sbadato":
NESSUNA ROULETTE
RUSSA SESSUALE VALE UNA MALATTIA A TRASMISSIONE SESSUALE
SOPRATTUTTO SE LA POSTA IN GIOCO E' LA VITA UMANA
A Questo Punto Però
Sorge Spontanea La Domanda:
Esistono sistemi per ridurre al minimo i rischi che derivano
per sé e per gli altri dall'attività sessuale oppure è
meglio darsi all'eremitaggio?
Cerchiamo di vedere insieme le soluzioni, ma se vi dovessero
venire in mente altre possibilità, parlatene con il vostro
medico di fiducia.
-
NON AVERE RAPPORTI SESSUALI. E' una soluzione
drastica, ma non sembra per niente una buona idea
"arrangiarsi" in proprio.
-
AVERE RAPPORTI SENZA PENETRAZIONE. Le
stimolazioni reciproche, i baci, piccoli massaggi, le
carezze e... anche qualcosa di più, su tutte le parti
del corpo, possono essere un'alternativa eccitante al
rapporto sessuale vero e proprio, però questa
possibilità può non essere altrettanto soddisfacente e
soprattutto duratura in quanto mette a dura prova la
forza di volontà e la tendenza a scivolare piano piano
verso un rapporto completo.
-
AVERE RAPPORTI SESSUALI SEMPRE CON LA STESSA PERSONA
(MOGLIE O FIDANZATA) DA PARECCHIO TEMPO. Questo è il
cosiddetto "sesso fedele", sicuro al 100%, a patto che
non si facciano MAI "scappatelle" senza precauzioni che
potrebbero poi mettere a rischio la salute di tutti i
componenti del nucleo familiare.
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UTILIZZARE UN PROFILATTICO (detto comunemente
PRESERVATIVO) DURANTE UN RAPPORTO SESSUALE.
Questo è il sistema più sicuro per i rapporti casuali o
all'inizio di qualsiasi relazione, purché adottato
SEMPRE e nel MODO CORRETTO. Non credere che avere un
rapporto sessuale senza preservativo sia più "macho", ne
che il preservativo dia fastidio al rapporto sessuale!
Usare il profilattico nel modo corretto è sicuramente la
scelta più "saggia": stai tranquillo e non perdi niente,
né stimolazione, né piacere, anzi puoi avere rapporti
più lunghi. Impara ad usarlo SEMPRE, così lo farai con
NATURALEZZA: l'imbarazzo iniziale, soprattutto nei
confronti della partner, pian piano scomparirà ed andrà
sempre meglio, specialmente se riuscirai a coinvolgere
anche lei. Ma non è offensivo usare un profilattico,
soprattutto se si tratta di una lei alla quale ci tieni
che sei riuscito a conquistare dopo tante difficoltà?
Così come voler bene a una persona non significa mollare
o farsi dare ceffoni dal partner, alla stessa maniera
significa prendere tutte le precauzioni per evitare di
danneggiare la salute, contagiando Malattie A
Trasmissione Sessuale: fra queste precauzioni deve
rientrare il profilattico, che si trascina la fama di
essere "offensivo", solo perché viene utilizzato anche
per evitare di mettere al mondo figli indesiderati. Ma
per quanto tempo usare un profilattico con una partner
fissa prima di poterne fare a meno in sicurezza? dipende
da come conosci la tua partner e le sue abitudini
precedenti. Se la conosci da tempo e ne sei sicuro, dopo
almeno tre mesi di rapporto stabilizzato e fedele, prova
a recarti insieme a lei da un medico per escludere
qualsiasi problema in entrambi e se dovesse esserci
qualche dubbio, fate il test HIV: non morde mica e non è
un disonore farlo. Se non sei sicuro o al contrario vi è
una storia di promiscuità sessuale per te e per lei,
continuate con il profilattico per 8-12 mesi e poi fate
quel salto dallo specialista per chiedere via libera. In
ogni caso ricorda che, TOLTE LE BARRIERE, è
INDISPENSABILE LA MASSIMA FEDELTA' RECIPROCA.
PARLIAMO ORA DI
PROFILATTICO
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Stai
attento quando strappi il contenitore a non
incidere con le unghie lunghe che potrebbero
lacerare in modo anche minimo il profilattico,
rendendolo inefficace nella sua funzione di
barriera.
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E' fatto
in lattice di gomma per essere più resistente,
ad eccezione di quelli "supersottili" per
aumentare la sensibilità, che corrono frequenti
rischi di rottura. Inoltre all'apice ha un
piccolo dito di guanto, detto "serbatoio", che
serve ad accogliere lo sperma ed accrescere la
resistenza del preservativo evitando che questo
scivoli via subito dopo il rapporto.
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Non serve
per riempirlo d'acqua e fare gavettoni.
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Non serve
manipolarlo per ingrassarlo o inumidirlo con la
salvia per farlo scivolare meglio in quanto è
già lubrificato dalla fabbrica per evitare che
le manipolazioni o i prodotti applicati possano
danneggiarlo. Una lubrificazione ulteriore, per
evitarne la rottura, è consigliabile solo quando
debba essere impegnato per rapporti sessuali
attraverso canali privi di secrezioni mucose,
come quello anale. Alcuni preservativi in
commercio, sono anche addizionati di prodotti
spermicidi, cioè sostanze chimiche capaci di
distruggere lo sperma, ma anche d'inattivare i
virus, e perciò sono ancora più sicuri.
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Porta
sempre qualche profilattico con te, non si può
mai sapere, ed, in ogni caso, offrilo
eventualmente agli amici che ne abbiano bisogno
ma l'hanno dimenticato a casa.
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Ricordati
però che il profilattico non deve essere mai
conservato al sole o al caldo, come nel
cruscotto della tua auto o nel portafogli,
perché si danneggia e perde la resistenza
potendosi rompere durante un rapporto. Inoltre
se ti accorgi che l'involucro è erroneamente già
aperto o danneggiato, o il lattice di gomma del
profilattico è scolorato, oppure la data di
scadenza, riportata sulla scatola, è già
passata, non esitare a buttarlo e ad usarne un
altro sano.
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Infine, ma
sembrava ovvio non parlarne, NON credere di
poterlo sciacquare e riutilizzarlo dopo l'uso;
BUTTALO!
Ora che hai fatto piena
conoscenza del profilattico, vediamo come confermare per
utilizzarlo nei rapporti sessuali.
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Non arrivare al momento
decisivo senza aver prima discusso di questo problema
con la tua partner ed aver pianificato INSIEME l'uso del
preservativo, di comune accordo: infilare un
profilattico improvvisamente, "a freddo", prima di un
rapporto sessuale è sicuramente il modo più indelicato
ed irritante per la partner, che può sentirsi passiva ed
esclusa da ogni decisione.
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Cerca di introdurre il
problema del "sesso sicuro" con la tua partner nel
momento stesso in cui vi venga per la prima volta
desiderio di "stare insieme" ed in quel momento metti a
frutto questa chiacchierata, ricordando, nell'occasione,
che il rispetto ed il bene reciproco anche nell'avere
reciproco riguardo per la salute e quindi la scelta del
profilattico che è, in questo caso e sotto questo punto
di vista, la più sicura. Ma se la tua partner,
nonostante tutto non dovesse convincersi, per motivi
personali o morali, allora dai retta, è meglio lasciar
perdere e andare "completamente in bianco".
Se pensi che qualche tuo amico o amica, o compagno o
compagna, abbia bisogno di questi consigli, scherzaci pure
su, ma cerca di darglieli, e ricorda che, se qualcuno ti
dovesse parlare di basse probabilità di contagio con i
rapporti sessuali,
IL RISCHIO, CON LE MALATTIE A
TRASMISSIONE SESSUALE, NON
E'ACCETTABILE, MAI, PER PICCOLO CHE POSSA ESSERE.