La fascia
di costa che va dal delta del Po fino alla foce del
Reno, distesa tra le provincie di Ferrara e Ravenna, è
la zona nella quale crescono bene alcuni vitigni, tra
cui il fortana, che si adattano ai terreni sabbiosi, dai
quali prendono la caratteristica definizione di "Vini
Delle Sabbie".
Qui il
paesaggio è particolare, diverso da quello che si è
abituati a immaginare per la coltivazione della vite. Il
profilo del territorio non è disegnato su morbidi
rilievi e l'orizzonte è praticamente piatto, quasi
geometrico. E' questo il panorama umido e nebbioso nel
quale Bacchelli ambientò il mulino del Po e Bassani
L'Airone.
Il nostro
itinerario può partire dal parco del Po, con precisione,
dal bosco della Mesola, dove gli appassionati di
birdwatching possono osservare decine di specie di
uccelli. Qui, un tempo, i cacciatori si servivano di
richiami galleggianti, gli "stampi", costruiti con le
canne in modo da riprodurre le sagome di uccelli per
attirare i migratori. Oggi non è più così, ma alcuni
artigiani continuano a produrre "stampi" che vengono
acquistati come originali oggetti di arredamento. Per
ogni tipo d'informazione sul parco del Po, si può andare
proprio a Mesola, dove nel bel castello
d'impronta rinascimentale si trova la sede del centro di
educazione ambientale.
Costruito
nel XVI secolo su volere di Alfonso d'Este, il Castello
ha struttura quadrata, particolari torri a pianta
pentagonale e mura che un tempo limitavano l'ampia
riserva di caccia. Da qui, si arriva all'Abbazzia di
Pomposa e si prosegue per Ferrara.
Ferrara è dominata dallo splendido Castello, con le
imponenti torri merlate e il fossato d'acqua dove
nuotano pesci d'acqua dolce. Qui, a Natale, in una
nicchia protetta i sommozzatori allestiscono un piccolo
e suggestivo presepe.
Il
Castello Estense, iniziato verso la fine del XIV secolo,
fu la residenza di questa famiglia illuminata per circa
200 anni e accolse poeti, letterati e pittori; tra
queste mura Torquato Tasso s'ispirò per il suo
capolavoro, "La Gerusalemme Liberata". A quei tempi
l'attività non era vivace solo nelle grandi sale dove si
tenevano sontuosi ricevimenti, ma anche nelle cucine,
nelle quali sono nati piatti interessanti che ancora
oggi deliziano le tavole dei ferraresi.
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La Salama Da Sugo Ferrarese
La
Salama da sugo, a Ferrara chiamata più
confidenzialmente "Salamina", viene prodotta da
tagli diversi di carne di maiale, come la coppa,
la pancetta, il fegato ed altro ancora, macinati
e salati, abbondantemente speziati, con pepe
nero, noce moscata e chiodi di garofano.
L'impasto viene poi amalgamato con vino rosso,
insaccato nella vescica e messo a stagionare per
6/12 mesi. La forma è sferica, legata con lo
spago e il peso è di 1 chilogrammo circa.
Affinché l'impasto cuocia nel modo migliore, la
salamina deve essere immersa in acqua fredda e
cotta a lungo, per circa 6 ore, avvolta in un
canovaccio o in un moderno sacchettino di
plastica come fanno molte salumerie ai giorni
nostri.
Piatto della tradizione emiliana, non può
mancare sulla tavola delle feste natalizie,
preferibilmente accompagnata da purea di patate,
che ne stempera gli accesi toni aromatici e
speziati.
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A pochi
passi dal Castello si può ammirare la splendida
Cattedrale. Se ci si allontana appena un po', si può
andare ad osservare da vicino il grosso orologio del
Palazzo dei Diamanti, con la particolare struttura dei
muri che ricorda quella della pietra preziosa, dove
spesso si tengono mostre di pittori di fama mondiale.
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In alcuni
ristoranti dell'elegante centro storico, dove si può
passeggiare per le viuzze pavimentate con i ciottoli e
illuminate da lampioncini, come la suggestiva Via delle
Volte, si possono assaggiare deliziosi primi piatti a
base di pasta all'uovo, come tagliatelle al ragù e
lasagne al forno, cappellacci di zucca simili a quelli
mantovani anche se un po' meno dolci e cappelletti di
carne, oltre ad una tipica delizia del periodo di
Carnevale, il pasticcio di maccheroni. Di origine
settecentesca viene preparato con pasta riempita di
carne e maccheroni, funghi e tartufi. Arrivati al
secondo piatto, un assaggio della sapida salama da sugo
offre le sue intense note spezziate per concludere poi
con il dessert, una fetta di zuppa inglese, che è la
ciliegina di un pasto sostanzioso. Nel periodo natalizio
invece, deliziano le tavole dei ferraresi altri tipici
dolci come il pampepato e il certosino, il primo a base
di cioccolato, mandorle e spezie, il secondo, un impasto
speziato completamente ricoperto di grossi pezzi di
frutta candita. Acquistati in qualche pasticceria, si
possono anche portare a casa come ricordo. Molto più
semplice ma altrettanto gradevole anche la colazione, è
la brazadela, la tipica ciambella, a volte proposta
nella versione mista, con una parte arricchita di cacao.
Da non perdere assolutamente le gustose e famose coppie
ferraresi, pane con i tipici "crostini" allungati e
attorcigliati, reso friabile dall'aggiunta di strutto,
grasso che le rende vere leccornie da gustare anche 2
giorni dopo la cottura.
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Uva d'Oro oppure Fortana
Il fortana, o uva d'oro, ha un nome che trae in
inganno, perché fa pensare ad acini dalle bacche
dorate. invece è un vitigno a bacca nera, dalle
origini antiche. Si ritiene infatti che risalga
all'epoca della civiltà di Spina nella zona di
Comacchio, anche se un'altra ipotesi è quella
che alcune barbatelle facessero parte della dote
di Renata di Francia, sposa del Duca d'Este
Alfonso II, agl'inizi del 1500. Questo vitigno,
che cresce bene su terreni sabbiosi, è "franco
di piede", termine che indica che non richiede
il portainnesto di origine americana per
resistere agli attacchi della filossera; la
sabbia infatti, ne impedisce lo sviluppo. Di
buona vigoria e con rese piuttosto alte, dà vini
delicati e poco strutturati, d'apprezzare in
gioventù.
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Un'occasione per recarsi a Ferrara città può essere il
Palio, che si svolge nel mese di maggio in tre fasi: il
primo e il terzo sabato del mese la città è dipinta da
cortei e manifestazioni, mentre le gare vere e proprie
si svolgono durante l'ultima domenica.
Lasciata
alle spalle la città di Ferrara, si prosegue verso
Comacchio. Immersa nelle valli e capitale delle
anguille, Comacchio si stringe attorno al famoso Tre
Ponti, vicino al quale si può pranzare e gustare ogni
tipo di piatto a base di questo pesce ricco di sapore.
In una
bella giornata, vale la pena arrivare fino al mare, nei
Lidi Ferraresi, di cui il più antico è Porto Garibaldi,
forse il meno esclusivo e mondano, ma quello nel quale è
più facile trovare un ristorante - per consumare un
pranzo a base di pesce freschissimo.
Da qui si
arriva a Ravenna, famosa per i suoi mosaici, che
ancora oggi sono al centro di una interessante attività
artigianale, promossa e perfezionata grazie all'Istituto
Statale d'Arte per il Mosaico.
Superato
Sant'Apollinare in Classe, si torna verso il mare e si
arriva a Cervia, ultimo comune nel quale vengono
prodotti i vini della DOC Bosco Eliceo. In questa
gradevole cittadina balneare, la domenica
dell'Ascensione si svolge lo "Sposalizio del Mare"
simile a quello più famoso di Venezia. Intorno a Cervia
si trovano antiche saline, dalle quali si ricava il
tipico "sale dolce", più aromatico e meno salato del
normale, perfetto per la preparazione di deliziosi
"gamberoni al sale" da gustare centellinando un
bicchiere di Bosco Eliceo Sauvignon accomodatisi in un
ristorante sul mare.