Tra
Firenze e Siena, in un territorio dominato dai castelli,
immerso in boschi di lecci, suggestivo e affascinante
per l'atmosfera che vi si respira, si trova il Chianti.
Non è un caso che personaggi illustri di tutto il mondo
scelgano sempre più spesso queste colline per farne la
loro residenza di campagna e trascorrervi rilassanti
periodi di vacanza.
Questa
zona geografica non deve essere confusa con quella di
produzione del vino Chianti, che è molto più ampia e
coinvolge ben cinque provincie toscane: oltre a Siena,
Arezzo, Firenze, Pisa e Pistoia. Nella provincia di
Siena si producono tanti altri vini come la "Vernaccia
di San Gimignano, il Brunello di Montalcino e il Vino
Nobile di Montepulciano" tutti DOCG (di origine
controllata e garantita), oltre a diverse DOC (di
origine controllata).
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Per
scoprire i segreti di queste colline, interrotte dai
bagliori argentei degli uliveti e dalle maestosità dei
cipressi, si può compiere un primo itinerario partendo
da Siena dove passeggiando di contrada in
contrada si scoprono "Piazza del Campo, la Torre del
Mangia, il Duomo bianco e nero di marmo", e si
assaggiano il panforte, i ricciarelli, il torrone
morbido o duro, e i cavallucci, di forma ovale, un po'
schiacciati e ricchi di miele, albume d'uovo spezie e
canditi. In questa nobile città ha sede l'Enoteca
Italiana, nei Bastioni Della fortezza Medica, impegnata
nella produzione del vino italiano di qualità.
Lasciando
Siena, in direzione Monteriggioni, si giunge a Colle
Val d'Elsa, dove vale la pena visitare il quartiere
medievale del Castello e cercare una bottega dove
acquistare i bellissimi bicchieri soffiati a bocca.
Da qui in
breve tempo si raggiunge San Gimignano, splendida
cittadina a 38 chilometri da Siena, che domina la valle
con le sue torri e da il nome alla "Vernaccia di San
Gimignano".
Attraversare la triangolare Piazza della Cisterna,
ammirare il Palazzo del Podestà, acquistare prodotti a
base di cinghiale o di cinta senese (vedi riquadro
verde), un tartufo bianco o una bustina di zafferano, è
forse il modo migliore per iniziare a conoscere la
Toscana
Per il
secondo itinerario si parte sempre da Siena, si supera
Fonterutoli e si raggiunge Castellina in Chianti,
antico borgo rinascimentale dalle origini etrusche,
delle quali sono testimoni, nelle colline che la
circondano, "il tumulo di Monte Calvario, l'antica
acropoli e la piccola necropoli".
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Questa
cittadina offre anche occasioni più distintive,
come la sosta in una tipica osteria per gustare la
tradizionale ribollita a base di cavolo nero con un po'
di olio extravergine del Chianti, la pappa col pomodoro,
i pici (spaghetti con sugo di cinghiale) e lo stracotto
di manzo di razza chianina. L'impareggiabile olio
extravergine di oliva del Chianti, leggermente piccante,
ricco di sentori fruttati e con sapori erbacei, è anche
l'ingrediente principale di un particolare pesto,
prodotto in questa zona, dove il basilico viene
sostituito con il tipico cavolo nero. Per concludere il
pasto è doveroso un assaggio di marzolino del Chianti,
pecorino locale il cui nome deriva dall'epoca della sua
produzione, un tempo solo primaverile (oggi si effettua
da ottobre a maggio). E' stagionato un paio di mesi ed
ha un sapore intenso e piccante che ben si accompagna a
un bicchiere di Chianti. Da non scordare, nelle varie
tappe alla scoperta delle specialità toscane, la
finocchiona, salame con abbondante finocchio, stagionato
almeno cinque mesi.
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La Cinta Senese
Tra i prodotti tipici della
provincia di Siena degni di nota sono quelli che
derivano dalla cinta senese, un suino di razza
autoctona della zona del Chianti, con carni
prelibate. Il salame di cinta è più asciutto del
comune salame toscano e ha grossi lardelli. La
soppressata si distingue per la migliore
qualità, l'arista salata ha un grande strato di
grasso e la pancetta viene usata in cucina. Il
prodotto migliore è il saporitissimo prosciutto
crudo, stagionato più di 18 mesi. D'assaggiare
anche il bursito, un insaccato ottenuto da un
impasto a base di teste, lingua, cotenne lessate
e finemente tritate, sangue di maiale, spezie e
lardino, fatto bollire a fuoco lento.
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Lasciando
alle spalle Castellana in Chianti, proseguendo verso
nord, si raggiunge Greve in Chianti, con i bei
portici di Piazza Matteotti, poi San Cassiano Val di
Pesa, Tavarnuzze e Impruneta.
Se ci si
vuole addentrare nel cuore del Chianti Classico, da
Castellina ci si può dirigere verso est, fino a
raggiungere Radda in Chianti, dove i vigneti di
sangiovese si rincorrono lungo le colline. In queste
zone, un'altro vitigno a bacca nera piuttosto diffuso è
il canaiolo, e tra quelli a bacca bianca il trebbiano e
la malvasia toscana. Con qualche "infiltrazione" di
vitigni come cabernet sauvignon, merlot, pinot nero e
syrah, oltre a chardonnay, pinot bianco e grigio, tutti
capaci di dare ottimi risultati.
Da Radda
in Chianti , si arriva al Castello di Volpaia, Badia e
Coltibuono e altre residenze nobiliari e monasteri, oggi
aziende vinicole di grande fama, dove si può sostare per
visitare le cantine, degustare i vini e, in qualcuno
anche pernottare.
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Il Sangiovese
E' un vitigno molto diffuso in tutta l'Italia
centrale e sopratutto in toscana, dove è nato e
dove dà vita a molti grandi vini rossi. si
adatta bene a terreni diversi, e proprio per
questo non trova grandi difficoltà d'impianto,
anche se preferisce zone con buone escursioni
termiche tra giorno e notte. Le sue uve maturano
in genere tra la fine di settembre e l'inizio di
ottobre, con produttività abbastanza costante e
abbondante. I tipi di Sangiovese sono tre:
"romagnolo, Toscano ad acino piccolo, Toscano ad
acino grosso o gentile". La consistenza e il
colore rosso rubino vivace, o con riflessi
granati dopo l'affinamento, descrivono l'aspetto
dei vini ottenuti da questo vitigno. Profumi di
viola mammola, iris, ciliege, leggeri sentori
erbacei e dopo importanti passaggi in botte,
spezie e tabacco, sono alcune tra le sensazioni
odorose che si possono liberare dal loro
bouquet. Il gusto è secco, caldo e morbido, con
tannini composti che contribuiscono a
determinare struttura, equilibrio e una buona
persistenza aromatica. |
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Impostiamo ora il navigatore satellitare o, per gli
amanti dell'avventura, cerchiamo sulla cartina
geografica Gaiole in Chianti, dove conviene
visitare il
Castello
di Spaltenna, antico monastero medievale, o salire sulla
Torre di Montegrossi, dalla quale si gode un bellissimo
panorama. Ma vale la pena anche andare alla ricerca di
aziende migliori per assaggiare il Vin Santo, che da
alcuni è stato inserito in molte DOC (denominazione di
origine controllata), fino ad arrivare al riconoscimento
autonomo del Vin Santo del Chianti e del Vin Santo del
Chianti Classico. Ottenuto con uve appassite, secco, con
residuo zuccherino o liquoroso, il Vin Santo è perfetto
con i cantucci e con la schiacciata con l' uva, che è
originaria proprio di Gaiole.
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Concludiamo il nostro itinerario arrivando a
Castelnuovo Berardenga, situato sulla strada del
ritorno verso Siena s'incontrano ancora il Castello di
Ama e quello di Meleto oltre al Castello di Brolio, dove
nell'Ottocento il Barone Bettino Ricasoli inventò l'uvaggio
del Chianti. Arrivati a Castelnuovo Berardenga, si può
fare ritorno a Siena che da qui dista solo 20
chilometri. Ma non è possibile ripartire da questa città
situata tra le colline chiantigiane e le famose crete
senesi prima di non aver fatto tappa in un ristorantino
e aver gustato una Bistecca Chianina al Sangue,
innaffiata da un bicchier del migliore Chianti della
zona. A fine pasto si possono assaggiare i serpini,
biscotti tradizionali che venivano preparati in casa in
occasione delle feste, a base di zucchero, farina, uova
e un po' di buccia di limone. Appena sfornati sono
morbidi, ma dopo qualche giorno diventano secchi e sono
molto buoni da gustare centellinando un bicchierino di
prezioso Vin Santo.